I sassi inevitabili di Norma

I sassi inevitabili di Norma

31 Ottobre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Cadono i massi sulla strada di Norma, fu uno dei primi servizi che feci da giornalista erano la metà degli anni ’80. Ero ingenuo e chiesi al geologo della Provincia di allora (la strada è provinciale), Carlo Perotto che cosa si poteva fare per evitare queste cose, con tutta la retorica del caso che avevo ereditato dall’idea che noi uomini siamo i padroni del mondo e la natura è nostra serva. Mi fulminò: “tutte le cose che stanno in alto sono destinate a venire giù”.

Fulminante anche rispetto al mio pensare così banale da essere impotente e triste. Norma è appoggiata su una rupe, costruita per memoria di altre rocche conquistate, lontano da turchi, pirati, partigiani di Silla, e zampani (zanzare) portatrici di male arie. Ma? Ma i turchi stanno aggredendo i curdi e per terra, non manifestano i mari, di Silla si è persa memoria, i pirati sono simpatici impiastri alla  Johnny Depp  e frequenta i Caraibi.

Norma sta li su, la strada costeggia la rupe e i sassi che stanno lì sono destinati a venir giù, di tanto in tanto, la pioggia e i venti, il sole lavorano ogni istante, gli uomini con la loro intelligenza e tecnologia quando possono e con pazienza si rifanno reti a monte e tolgono sassi sul manto stradale, fino a prossimo viaggio. Per ora vincono gli uomini, Norma è lì orgogliosa, ma ci sarà il tempo dei sassi, ma non a breve.