Liliana Segre cittadina di Latina? E’ un dovere ed un onore per i liberi

Liliana Segre cittadina di Latina? E’ un dovere ed un onore per i liberi

5 Novembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Che occhi ha l’orrore? Non lo so, so di certo, il colore degli occhi che hanno visto l’orrore quelli Liliana Segre, la senatrice Liliana Segre. Una signora elegante, quasi fragile a vedersi, capelli bianchissimi, una nonna. Ma lei ha una caratteristica che al mondo sarebbe una cosa neanche da segnare nelle differenze.

Un suo correligionario, Albert Einstein, che sfuggiva alle persecuzioni dei nazisti e in America, nella libera America, trovò un questionario da riempire per poter “entrare nella libertà” in chi si si chiedeva la razza di appartenenza. Lui rispose: “Io appartengo all’unica razza che conosco, quella umana”. Perché Liliana è ebrea. Sì prega, da migliaia di anni, il suo Dio a modo sua in attesa di un messia che certo verrà, per altri è già venuto e la differenza sarebbe tutta qua.

Ma non nel 1943 quando fu internata in un campo di concentramento, aveva 13 anni, la sua colpa? Questo piccolo “difetto” agli occhi degli orchi odiosi e inumani, e tra questi c’era la maggioranza di di noi italiani.

Gli ebrei nel mondo sono 14 milioni, hanno ottenuto 129 premi nobel, i musulmani sono un miliardo e 200 milioni di premi Nobel ne hanno ottenuti sette, tanto per dare un termine di confronto.

Capite l’odio? L’odio è l’impotenza degli orchi davanti alla forza delle ragioni, la forza dei dubbi, la forza della volontà e dal fatto che su questa terra non c’è stato un solo bimbo ebreo che non sapesse leggere la Torà.

Pensavamo di aver fatto ragione, il 25 aprile del 1945, con gli orchi e i loro servi, ma no, sono tornati figli di storie mai studiate, di revisionismi da Paperino, di vili giustificazioni. Tipo… sì, i fascisti hanno fatto le leggi razziali ma anche i canali dedicati a Mussolini, le città dedicate ad essere serve.

16 ottobre 1943 prelevati dal ghetto di Roma 1259 italiani di religione ebraica da fascisti e nazisti. 689 donne, 363 uomini, 207 bimbi, inviati in Germania, ne sono tornati 16 (15 uomini e una donna) neanche un bambino.

Il Pd di Latina, attraverso Alessandro Cozzolino, Nicoletta Zuliani e Enrico Forte, propone a Damiano Coletta la cittadinanza onoraria a Liliana Segre per me non è una possibilità ma un dovere, in questa città dove in troppi giocano con i nomi e con la Storia, ignorandola.

Latina, già Piscinara, città libera e democratica.