Latina quando si sveglia, dialoghi setini tra arte, olive e “palle arrestate”

Latina quando si sveglia, dialoghi setini tra arte, olive e “palle arrestate”

7 Novembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Umido e arriva il freddo, lieve. Latina è assonnata alle sette della mattina, è lenta, è solitamente vuota. Ma? Ma se ti fermi e osservi gli angoli ci sono strani gatti, animali schivi nella loro bellezza e vivi in antiche feroce. I marciapiedi sono umidi della notte, i palazzi difendono quello strato umido da un risveglio traumatico. Vado dal mio amico Damiano per antiche consuetudini. Piazza del popolo è un poco più stretta per via dei lavori in corso e la palla, quella della fontana, l’hanno “arrestata” e il processo è raccontato dai pannelli illustrativi.

C’è il papà di tutti i giornalisti pontini, Piercarlo Giorgi con sigaro d’ordinanza, velocità dialettica in setina dotazione che conversa con i netturbini delle cose del mondo. Qualche raro passante, non  è ancora l’ora delle commesse, dai bar c’è aroma di caffè che quasi pare vapore. Piercarlo con lo spirito che ha innato: “Lì ma hai visto il “giardino contemporaneo”. Io, ignorante: “e che è?. “L’opera che hanno messo nel giardino del re… pardon, del Comune”. E vista la setinità da una botta in lingua autoctona: “due pezzi di tavola misci n’zeme”.

E mica posso essere da meno nella critica al Re di Piercarlo: “E tu su visto c’hao piantano le live (trad, gli ulivi) a Corso della Repubblica, se pensano de sta a Sonnino, sao fatto i’orto”.

Messe le pecche (trad: fatte le critiche, entrambi viviamo da decenni a Latina ma è questione di sangue e di secoli di Papa-Re, siamo antifascisti per questa una roba di 4 lustro non può competere con 2000 anni) possiamo cominciare la giornata, ma forse questo racconto non è così banale sono le cose che abbiamo raccontato tali.

E’ umido si scivola sul marciapiede fatto di pietra non porosa, ma quando l’hanno fatta mica pensavano a passeggiarci sopra ma a marciare al centro, sulle nostre colline non abbiamo mai imparato a marciare perché era già difficile pregare.

Latina s’è svegliata…. forse

 

Nella foto le nuove piante su corso della Repubblica