San Martino i cornuti e la giacca alla roversa di Roccagorga (Tributo a Campoli)

San Martino i cornuti e la giacca alla roversa di Roccagorga (Tributo a Campoli)

12 Novembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

San Martino, fa l’estate fuori estate e fa anche… si da bimbi ci raccontavano del mantello diviso per far calore a chi è svestito, ma? Ma è anche il patrono dei cornuti, di quelli che pagano inermi il fio altrui, o gaudio fate voi.

Ed esser cornuti non è cosa piacevole, ma non tanto per la cosa in se, ma per il gioco di sfottò del prossimo. A Roccagorga, in maniera particolare, questa ricorrenza è sentitissima, con sue proprie modalità.

Questo articolo gioca sui una poesia, dedicata a San Martino di Antonio Campoli, letterato e poeta setino. Una poesia della raccolta La Fontana i Pio IX.

Francesco e Giuseppina sono marito e moglie, coniugi, nel giorno di San Martino potevi essere esentato dalla derisione per corna se lo ammettevi, se insomma “confessavi” (riconoscevi), indossando la giacca alla rovescio. Un rito da santa inquisizione con tanto di abiura: se metti la giacca alla rovescio, nulla ti possono dire, o fare.

Allora Francesco si rivolge alla moglie chiedendo se fosse il caso di indossare la giacca alla rovescio. La signora alla richiesta si sente quasi offesa e proclama la sua immacolata fedeltà a Francesco. Anzi, prende l’occasione, per ribadire il suo specchiato comportamento e il non cedere mai a tentazioni, mai che mai.

E’, la signora sempre, sicura di se che Francesco è palesemente felice, lei insiste pure aggiungendo “di me puoi far vanto, non c’è vergogna possibile”. Francesco si convince e prende la giacca per il verso giusto, ma? Ma poco prima di trasire dall’uscio, la donna con voce diversa, quasi dimessa, lo richiama: “Francì, Francì, per l’onore manco a dice, ma tu pe sicuranza la giacca alla roversa micchitella”

 

nella foto: Il magnifico cornuto di Antonio Pietrangeli con Ugo Tognazzi