Coletta, chiami la forza operaia. Appello scorretto

Coletta, chiami la forza operaia. Appello scorretto

17 Novembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Si rivedono gli operai, le tute blu di Taranto, quelli della Pernigotti, quelli della Whirpool, gli edili. Gli operai, quelli che fanno le cose, che “cambiano il mondo”. Una volta si chiamava orgoglio operaio. In tv danno uno speciale su Fabrizio De Andrè, raccontano di quando andò ad accompagnare il padre a Sampierdarena, quartiere comunista, operaio di Genova. Il padre di De Andrè era repubblicano. Fece un discorso sui comunisti “traditori della Repubblica”. A Fabrizio si avvicinò il figlio del suo portinaio, erano cresciuti insieme, erano amici, ma uno all’ultimo piano, l’altro nel seminterrato. Il figlio del portinaio si avvicinò all’amico e all’orecchio gli sussurro: “io sono comunista e non sono traditore della Repubblica”. De Andrè capì la differenza che passa tra chi abita all’ultimi piano e chi sottoterra.

Dico queste cose per dire al sindaco di Latina, Damiano Coletta, cosa dovrebbe fare per “salvarsi”, per evitare a Latina un inevitabile destino Durigon-leghista? Le trattative col Pd sono fallite? Beh, chiami la guardia, chiami gli operai con le bandiere rosse, chiami a raccolta quelli che rischiano di perdere il lavoro alla Corden, quelli dell’edilizia in crisi, quelli dei campi. Faccia una conferenza operaia, dia della sua amministrazione un’anima che non sia gli alberi e l’onestà. Rilanci, diventi un qualche cosa sociale, e superi l’anonimato sociale. Si schieri con le fabbriche, si spinga, controcorrente a fare, se serve, anche un grande termovalorizzatore. Servono operai. Chiami il sindacato (se Durigon ha la Ugl lei chiami la Cgil, la Cisl, la Uil ma non dei pensionati), chiami le sardine, chieda aiuto. Ecco, la modestia di chiedere aiuto.

Bestemmi il politicamente corretto che lo fa fratino e non primo cittadino. Forza, energia serve, non cosette, giochini, palliativi. Un grande progetto operaio, Latina uscì dal buio della storia con la nucleare di borgo Sabotino, si giochi una partita apparentemente assurda, si faccia disobbedienza civile operaia.

Così, è una agonia, è l’attesa dell’inevitabile. Chiami la guardia operaia, basta con boy scout, chierichetti, dame di San Vincenzo serve la forza operaia.