I sogni d’amianto di Giulia Maturani: “e’ così appannato lo specchio di Dio”?

I sogni d’amianto di Giulia Maturani: “e’ così appannato lo specchio di Dio”?

1 Dicembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Si chiama Giulia Maturani, per curiosità ho guardato la sua foto. E’ figlia di un mio compagno di classe delle elementari, Pino. Penso mi contatti per quel filo che hanno i ragazzi rispetto alle storie dei padri, anche quelle di angolo. Invece no, mi dice il primo dicembre presento un mio lavoro “Sogni d’amianto”. Il titolo è un pugno, c’è il sogno che è immaginare il bello, altrimenti sarebbe un incubo, e l’amianto che invece è un diavolo sottile, una morte lenta.  Ma mica posso leggere lei da un titolo, mi debbo figurare chi è, debbo vedere se assomiglia al padre, ha occhi grandi, interroganti. Poco per una recensione poco per capire, i ragazzi sono inquieti comunque. Le chiedo “Giulia mandami qualcosa per capire”. Volevo anche leggere come mette in fila il suo pensare, il suo leggere questo mondo non certo facile e, per età, non certo mio.

Pochi minuti e arriva il suo, mi rendo conto che sto facendo una strampalata intervista, senza voce, un intervista del secoli XXI, un intervista dove ci si scopre a parole

Sogni d’amianto?

“La mattina accendo il notiziario e sento parlare d’inquinamento atmosferico, contaminazione delle acque e scioglimento dei ghiacciai. Ma perché nessuno parla dell’inquinamento dell’anima? Dell’amianto che s’inerpica come un rovo nocivo sulle nostre coscienze?”

Forte, intenso, quasi scarno nella sua descrizione del tempo presente

Avere vent’anni nel XXI secolo non significa vivere l’età dei miti irraggiungibili, della fame di libertà, no, in questo tempo, i vent’anni sono l’età del disincanto; quel disincanto non inteso come l’“Entzauberung” di Max Weber, ma come un collasso precoce dei sogni, che decadono insieme a tutto il nostro domani come una scoria radioattiva.

Sogni che decadono come una scoria radioattiva?

Oggi l’indignazione si consuma sui social network e la poesia, il più grande grido che è stato concesso all’uomo, si ammutolisce.

Abbiamo ucciso la poesia?

Oggi tutti pensano ed è questa la morte del pensiero; la nostra morale è dominata da una vacuocrazia che ci dice che sentire di più significa sentire male.Mi rassegno all’idea di un mondo in decomposizione, un mondo orfano di bellezza. E con il cadavere della poesia tra le braccia, da un obitorio surreale, guardo i miei sogni, trasformatisi in incubi, crescere come cellule cancerogene su tutto il mio domani.

Nel manifesto c’è una poesia, poche strofe, finisce con un verso che mi sconvolge, forte come un pugno nello stomaco, vero come sono veri i tempi presenti, con una lucida evidenza ma forse sotto una evidenza di timida speranza

“E’ così appannato lo specchio di Dio”

 

L’EVENTO 

Giulia Maturani presenta oggi 1 dicembre alle 18,00  “Sogni d’amianto” edita da Eretica edizioni.  Alla presentazione Pierluigi Polisena con interventi di Antonio Veneziani, Antonella Rizzo e Ignazio Gori. L’incontro nella sede dell’Associazione Culturale “La Macchia” a Sezze in via Melogrosso, 1A.