Il verso di Giulia

Il verso di Giulia

1 Dicembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

IL VERSO

“E’ così appannato lo specchio di Dio”, incappo in questo verso di Giulia Maturani. Lei mi ha mandato una nota per la presentazione del suo libro “Sogni d’amianto”. Ma è il verso, il verso che si fa immagine. Te lo immagini dio che guarda il suo specchio per vedere la sua umanità, lui è l’autore, lui ha fatto se stesso in questa vita, in questo vivere e… e lo specchio non rimanda l’immagine ma l’umido, l’umido che fa patina al vero.

IL PRESEPE DEL PAPA

In tv danno il Papa che serio parla di presepe, dice “fare il presepe”, costruite la vostra idea di una storia che, in fondo, è ogni storia, ma ha ragione la poetessa, ha ragione Giulia è appannata l’immagine del mondo e il mondo vede appannato Dio. Ciascuno nel suo mondo, un mondo senza dio e un dio orfano del mondo. Due solitudini sconvolgenti in tempi di corsa.

IL TELEFONO BRONDI

La pubblicità della Brondi dice ai nonni che il telefono “suona forte”, “ha icone e numeri enormi”. Ma non ha lo sguardo, non ha il calore dei nipoti, e la bimba Cappuccetto Rosso della pubblicità va via col lupo. Certo rassicura “e’ diventato buono”, ma anche la cattiveria ha cataratta e forse non vede manco più la preda.

I VERSI

“E’ così appannato lo specchio di dio”, il verso centra un male di vivere che io non posso manco capire vittima del mio. Corre ogni cosa, Dio deve pulire gli specchi, farsi umile pulitore di specchi e l’umanità deve guardare il divino che sta nello specchio spannato

Ma penso
Che questa mia generazione è preparata
A un mondo nuovo e a una speranza appena nata
Ad un futuro che ha già in mano

Oddio mi sono sbagliato, questa era la mia generazione che ora, era il 1965 quando Francesco Guccini scriveva questo verso e cantava Dio è morto. Era un altro mondo, era un altro tempo, ora ha gli specchi appannati, la cataratta e non guarda una umanità distratta.

LA CENA

Mi scuserete se faccio un passo mio, tra qualche giorno faremo la cena della mia classe, ci sarò io e il papà di Giulia, ci guarderemo per la speranza che non si è realizzata, siamo solo invecchiati e nel nostro prossimo un male di vivere che è solo altro dal nostro, ma fa male eguale.

Bel verso Giulia.