Treno dixit 35/ L’educazione ferroviaria

Treno dixit 35/ L’educazione ferroviaria

2 Dicembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Dice, ma come ci si comporta in treno? Mica facile fare il passeggero, il cliente di Trenitalia, il pendolare. Lo spagnolo certo è affranto dalla notizia che anche in Spagna viaggeranno sui nostri treni, già il successo di Vox lo segna, questo lo semina.

L’assessore porta la ricerca del centro studi Giorgio Ialongo (“Lì, citiamolo altrimenti si offende, è geloso di Fausto Furlanetto), che descrive l’educazione ferroviaria, la nuova educazione ferroviaria

NORME

I treni regionali, ma anche gli altri, non hanno finestrini “apribili”, sono condizionati d’estate e d’inverno, lavarsi è condizione prima di ogni viaggiatore, lavarsi ma evitando profumi destinati a non morire manco a mezzanotte. La pulizia deve comprendere la “capoccia” per via dei sedili alti”.

I sedili sono sedili, quindi destinati, in esclusiva, alle terga. Non sono “piedili”, “cuscinili”, o “valigili”. C’è l’esclusiva delle terga, la schiena va posta nello schienale, come da vocabolario”

“Le lamentele tipo “solo qui in Italia” hanno rotto il cazzo, anche perché i promulgatori di questo assunto già a Cisterna salutano l’Italia e si sentono in un altro pianeta”.

La ritirata (o wc, o gabinetto) serve per bisogni impellenti, non è rifugio segreto per chi non ha il biglietto o luogo di segrete cose, e usciti si tira lo sciacquone”

In viaggio si parla dopo le 7 del mattino fino alle 14, e poi dalle 16 alle 19, per il resto è tempo di “recupero sonno del pendolare”

Il telefonino in modalità silenzioso dall’ingresso in stazione, fino al parcheggio delle auto”.

“In treno si può mangiare, ma senza far mangiare tutti con eccesso di spezie”

Il maresciallo ascolta, annuisce, anche perché ha preteso il rigido rispetto delle regole e adesso le deve rigidamente rispettare. Perché fare regole colpisce, per primi, i regolatori, e questo è regolare. In treno, durante il viaggio, si è staccati da terra quindi, politicamente, si può dire qualsiasi cosa, ma messo i piedi nel suolo della Repubblica, alla stazione finiscono le cazzate.  Naturalmente il maresciallo oggi ha la puzza sotto il naso, ieri è stato a Teatro a Pontinia, quello di Clemente Pernarella, e nel dopo teatro ci sentiamo tutti, lui compreso, na cica più intelligenti di chi ha sofferto per il sorpasso dell’Inter sulla Juve (che non è un testo di Pirandello)

Si è fatta na certa, pigliamoci sto caffè e cominciamo, l’assessore non individua ciacione nel raggio visivo, il barista ride. Il marinaio se ne va in missione a Genova e del presidente non si hanno notizie.

Un uomo abbraccia una ragazza
Dopo che aveva pianto
Poi si schiarisce la voce
E ricomincia il canto

Ma questo mese c’è Natale