Latina, appello alla sinistra plurale: “nessuno si senta escluso”

Latina, appello alla sinistra plurale: “nessuno si senta escluso”

4 Dicembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.

(Giorgio Gaber)

 

C’è fermento a sinistra, nessuno si senta escluso. Sabato ci saranno le sardine a Latina, sulla pagina Fb dell’evento hanno aderito in 600 e poco più di 1000 si dicono interessati.

Incontro una antica amica che mi dice “andrò a Roma per la manifestazione delle sardine”. Ci andrà perchè ci vuole andare, per partecipare senza pesantezze, senza crucci, per dire che c’è una opinione pubblica contro l’inevitabile.

Seguo a Sezze una vicenda per una statua (per inciso è quella di San Lidano) e anche lì, fuori dalla contingenza, l’ira nasce per escludere la partecipazione, per la volontà di partecipare che non ha trovato orecchie ascoltanti.

C’è un mondo che si è sentito escluso, c’è una politica che parla della ragioni come deve ma non ascolta. Una politica che ha ragione, ma non ha partecipazione. Damiano Coletta fallisce quando chiude la sede di Lbc, lì perde la sua ragione sociale e si fa potere asociale.

La sinistra che vede le piazza piene deve chiedersi perché non se ne è accorta e non giudicare o intestarsi i movimenti. Anzi deve gioire della loro vitale anarchia. Ci si deve aprire,  contaminarsi, bisogna mandare a quel paese la sapienza e farsi sapienti cioè ascoltare, in silenzio, umilmente. La pedagogia sta a scuola, in politica c’è la rappresentanza, ma non a scapito dei rappresentati.

Lasciate le sardine alla loro gioia, poi proponete sulla scheda elettorale la possibilità che questa gioia si faccia ipotesi possibile di governo. Chi esclude perde, chi include gioca la partita.

Credo che Coletta sia un niente amministrativo, temo che abbia eccessi di considerazione di se stesso, ma credo anche che in un arcobaleno politico abbia anche lui un colore necessario per evitare il “nero inevitabile”.

Che mille alici nuotino libere, che gli Lbc si riproducano, ma che nulla sfugga, ma non lo dico per una parte politica, ma per la città che deve andare a votare una competizione non certificare un inevitabile. Avere ragione da soli fa tristezza, è come cenare pure con portate luculliane ma non avere commensali, compagni con  cui condividere il pane. Pure Cristo che era una potente, quado si fece uomo trovò 12 amici, e anche un sogno.

Vince chi si contamina non chi resta nella purezza, il resto è niente