A Latina 2000 sardine danno lezione a Coletta e Pd

A Latina 2000 sardine danno lezione a Coletta e Pd

8 Dicembre 2019 3 Di Lidano Grassucci

Beh, per essere una città sonnacchiosa, pigra, governativa 2000 sardine in piazza del popolo a Latina non sono poche. Ora, spero, ciascuno faccia il suo: le sardine stimolino, i partiti traducano quel sentire in offerte politiche. Prima cosa: Partito democratico e Damiano Coletta escano dai loro egoismi referenti e si facciamo generosi offerenti in una proposta politica unitaria, possibile e plurale.

In Emilia Romagna le sardine sono valore aggiunto per Stefano Bonaccini che ha governato l’Emilia Romagna da riformista facendo le cose e non seguendo le mode. Le sardine di Latina non nascono per certificare l’inevitabile, che qui si chiama Claudio Durigon (il resto è a latere, fuffa), ma per giocare in termini competitivi il 2021. Le sardine nascono per non rassegnarsi davanti ad una sinistra non timida, quasi impaurita e hanno preso le piazze, ed hanno urlato.

A Latina la voce di Damiano Coletta è fievole, quella del Pd anche, bisogna fare prove d’orchestra perchè come solisti hanno già perso. Una orchestra dove c’è Coletta, ma non che si autopiace, al contrabbasso, e ai fiati il Pd (magari non con una tromba sola), e alla grancassa le sardine e, se ci saranno ancora, ai piatti i 5 stelle e tutti cantano in coro.

Una ipotesi forte davanti ad una ipotesi altrettanto forte intorno a Durigon, e la città sceglierà con la libertà che danno alle parti in corsa la possibilità di perdere e la difficoltà di vincere.

La piazza non è un tabù a destra, ma manco a sinistra e che finisca la corsa al mediocre e inizi quella al migliore.

2000 sardine, qui non sono poche perchè anche qui siamo in tanti e ogni testa ha il suo pensiero e, per favore, non mettete i vostri cappelli sulle sardine, nel mare non batte il sole