Roccagorga, “capa” Francesco capo del Pd

Roccagorga, “capa” Francesco capo del Pd

17 Dicembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Francesco Scacchetti è il nuovo segretario del partito democratico di Roccagorga. Detta così è “avvicendamento”, ma se metti la lente d’ingrandimento?

Stiamo parlando di un posto dove anche i sassi erano, sono?, “furie rosse”. Dove gli scioperi, per campare li facevi “capoculo” dove il “riscatto del lavoro” non era scelta, ma necessità e l’alternativa era morire. Di un posto dove le “guardie” sparano alla fame ed era il 1913, il 6 gennaio il giorno dei doni arrivo il piombo e morirono in sette, due donne e un bimbo e quaranta furono feriti dalla mitraglia del re.

Morti… socialisti come sarebbe stato detto nella campagna stampa sul L’Avanti, firmata un un Benito Mussolini ancora libero nella speranza.

Ecco se non conosci questo filo rosso non capisci il senso di un avvicendamento, Francesco è uno di quelli che la Rocca la indossa, come cavalca, come sale tra questo calcare. Da setino, consentitemi il gioco di campanile un poco arrogante da parte mia, considero “il rocchitto” come fratello minore, poi ho lavorato per anni con Sabino Vona, lavorato nei racconti e la piazza baracca un poco è diventata  bella non di architettura ma di storie. Qui anche il selciato sa di rivoluzione, di proletariato e sto cristiano, Francesco, è così imparentato co so posto.

La politica, mi si consenta, è passione fino all’esasperazione, fino a far diventare il collo un collone nella foga dell’orazione (dalle nostre parti la doppia elle si legge gli, come in spagnolo), ma con gli amici nella vita non si guarda il colore ma la storia.

Ecco, volevo salutarlo Francesco, non per dovere, ma perché sono contento di fare della politica una cosa umana e non una disumana corsa a lodarsi. Poi i cavallari so forti perché sanno che anche i cavalli hanno l’anima, l’anima del vento (sia chiaro lo dicco pro domo mia, papà Gattino era cavallaro e cavalcava a pelo)

Dice che alla Rocca hanno fatto Francesco capo di un partito, ma credo che alla Rocca abbiamo il gusto bello di stare insieme, pure quando litigano e a culo tutto il resto.

Qui su queste montagne ci sono uomini e donne normali, che non mostrano, che non hanno mostri, ma vivono e l’eccezionale è che lo fanno con gli altri.

Poi il “capo” del partito avrà torti o ragioni ma sarà sempre uno di noi.