Buon 2020, piccoli auguri

Buon 2020, piccoli auguri

31 Dicembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Auguri, a chi ci legge in questo mondo così banale che è follia essere originali

Auguri a questa provincia lunga e stretta che sogno un giorno di tornare a votare chi la rappresenta dopo che siamo riusciti a far diventare qualcosa di unico un posto con un confine dentro.

Auguri a questa città che non merita la mediocrità presente, i riti di un arcano che non c’è mai stato, che la vogliono già affogata di memorie che non ha. Città in mano a presuntuosi, a morali ipocrite, città che ha perso l’unico senso che serve ad una  città, il senso buono di vivere insieme. Buoni e cattivi alla lavagna di maestri distratti, eterni infantili in una gara col mondo a cui servirebbero adulti.

Auguri alla mia gente dove comperavi il giornale in friulano, prendevi il caffè cispadano e per strada sentivi le mille cadenze di colline che hanno partorito cavalieri e contadini.

Auguri a tutte le ragazze qui così belle perché se mischi le cose viene meglio e chi non entra nel gioco con la sua serratura ben chiusa produce solo la solitudine della follia, chi rischia crea la bellezza che non c’è

Auguri a quelli che lavorano, a quelli che la mattina vanno in fabbrica, nelle mille e mille imprese figlie della terra e che con le mani fanno i capolavori di domani e ogni giorno ci fanno mangiare e stare meglio.

Auguri alle imprese, che anche io ci ho provato e conosco bene di quanto esci provato con un intorno di iene, sciacalli e bravi.

Auguri alla città dei miei natali, piccolo forziere di ogni mio ricordo, figlia nella mia testa di un mondo che non c’è lo so, ma io, ostinatamente, tengo in mente per l’amore con cui mi ha fatto uomo diverso da ogni altro, ma superiore a nessuno, ma certo unico.

Auguri agli amici, quelli che fanno la differenza tra la solitudine e la decenza, tra la possibilità di essere te ed esser nessuno.

Auguri agli affetti nelle mille possibilità.

Auguri alla vita che ancora mi sta attaccata, che anche questo tempo mi ha dato il conforto di accompagnarmi per mano, anche quando ero stanco.

Auguri a chi lavora con me per sopportare questo essere strano che pare socievole al mondo, ma gioca d’anticipo per stare dalla sua parte.

Auguri in particolare a chi non ci, non mi, sopporta a chi la pensa diverso da me, a chi ho fatto incazzare, a chi mi ritiene ignorante nel suo sapere, a chi mi pensa servo servendo la sua bandiera e non conoscendo la mia, ai tanti che sanno le cose del mondo, ai coerenti che non hanno dubbi mai, a chi ha la Fede così forte da non sentire i dubbi degli altri.

Auguri a San Lidano che lo vorrebbero mettere a chiudere la vista del piano e del mare, lui che aprì le anime alla salvezza e non ne chiuse l’orizzonte alla rassegnazione. E visto che ci sono a tutti i Lidano del mondo, tanto faccio presto che siamo pochi e quando non ci saremo più non sarà un feticcio a mutare un mondo che ci vuole dimenticare.

Auguri alla mia idea che continuo a professare perché se non è lei ci sarà barbarie, l’idea di un mondo da cui vengo, mai rinnegato, di ultimi che hanno sognato un sole dell’avvenire caldo eguale per tutti, come per tutti è il suo grano

Ora ho finito, è l’anno nuovo, non posso dire se saranno nubi o sole, dico che ci sono e questo fa la differenza, non posso assicurarmi se fino in fondo, ma resto nel gioco e spero nel sole, nel grano di marzo e a febbraio sulla Coste che portano al mio paese ritroverò i fiori di mandorlo, la madonnina che salutava papà e scommetterò ancora che ci riuscirò. Come ciascuno di noi, noi che abbiamo scelto questa speranza, anche se ci tocca tribolà.

Buon 2020, e quelli seguenti.