Parco del Circeo: la difesa di Bambi e l’ingiustizia per il porco
9 Gennaio 2020Ma come è buono questo prosciutto… delicatissimo. In Tv una signora spiega come fare un piatto di lenticchie al pomodoro con gli straccetti di salsiccia. Un grande cuoco racconta innamorato della esclusività del lardo di Colonnata, e nella mia Sezze siamo innamorati delle pastarelle di visciola con la frolla morbida che ha il suo segreto nello strutto, che non è burro. Mio padre, poi andava matto per il sanguinaccio, io no, non ci riuscivo proprio a mangiarlo.
Ieri ci pensavo per lo “scandalo” che ha destato all’opinione pubblica pontina la notizia dell’abbattimento dei daini al parco nazionale del Circeo, e l’immagine che mi è venuta in testa alla lettura della notizia era la morte di Bambi, non un insaccato, manco un sugo.

Pure a nasce bestia ci vuol fortuna: se nasci porco tutti pensano alla tua bontà in salsa, se nasci daino tutti vedono gli occhioni buoni.
Per radio sento un signore che accusa i cacciatori di essere assassini ed elogia gli animali, elogiando il lupo che con la pecora non usa la medesima gentilezza, il falco che non invita a cena il coniglio, ma ne fa cena. Amo la mia micia “Pelliccia” è così dolce, ma l’ho vista con le fauci aperte chiudere la vita di un topo e non era “tanto gentile ed onesta”. La natura non è buona e gli “attrippati” non capiscono gli affamati.
Tra il daino e il porco c’è la sfortuna del secondo di essere tutto buono, e a Natale lo zampone con le lenticchie porta fortune e denaro al mangiante forse, di sicuro è stato la morte del maiale.

Siccome sto con gli ultimi, sto col maiale, col porco, col suino. Il daino è borghese, fighetto.
Ma avete mai sentito le grida di un maiale che muore? Io si, e vi assicuro assomiglia al pianto di un bambino. La vita è dura per tutti e il mio gatto a proporzioni inverse di me farebbe un sol boccone.
E non vi sto a raccontare la “sfiga” di nascere vitellino e non vitellina, per antica saggezza contadina


