Sezze, l’appuntamento segreto con Za Fu e sua maestà il bignè

Sezze, l’appuntamento segreto con Za Fu e sua maestà il bignè

25 Gennaio 2020 0 Di Rita Berardi

Riceviamo e pubblichiamo un nuovo, preziosissimo contributo di Rita Berardi che sta tessendo un filo di ricordi su una Sezze così viva che ancora c’è

 

Nella metà degli anni 80, per andare a scuola all’istituto Corradini nel parco pubblico dei Cappuccini detto la Macchia sarei potuta salire e quindi scendere dalla salita che da Via Resistenza porta a questa abitando a meta’ di via Resistenza, nel Palazzo Corsetti,invece prendevo il giro largo che da inizio via dei Cappuccini porta al parco. Ogni giorno in andata e ritorno da casa risalivo Via Resistenza fino all’incrocio fronte altro bellissimo parco di Sezze, il Monumento ai Caduti, all’angolo detto dai setini “La Torrefazione” per aspettare e proseguire verso scuola con la mia amica di studi e di avventure fino ad oggi, Maria Micoli come anche al ritorno! In realtà non era questo l’unico mio scopo, direi logisticamente, quasi inutile giro, se non fosse per amor di amicizia, ma ancor di più per un appuntamento unico, speciale, irripetibile, cosmico ed erotico al Bar Gianna!

 

Bar Gianna oggi Central Caffè era il Bar della città nuova dagl anni ’50; vecchia osteria e posta per chi arrivava al paese con muli e cavalli negli anni ’20 punto anche della storica Fiera di San Luca il 18 ottobre per l’acquisto del bestiame. Nel ’48 divenne bar trattoria poi Albergo nel ’50 dove soggiornarono personaggi famosi. Gestito dalla famiglia Caetani fino al decennio del nuovo millennio prese il nome dalla principale fautrice Gianna, mentre Rinaldo Caetani e sua moglie Fulvia Magagnoli erano l’anima del bar!

 

E proprio Fulvia detta Zia Fulvia in setino ‘‘Za Fu‘ era ancora li al bar Gianna ad essere testimone segreta del mio tanto particolare appuntamento non quotidiano ma infrasettimanale, dipendeva quando mi faceva trovare l’oggetto del desiderio! Se chiedete ad uno chef stellato cosa sia la pasta schut per fare I dolci ve lo spiega, ma se chiedete cosa sia un bignè setino non ve lo saprà spiegare perché solo I setini di quel tempo possono dire cosa sia il vero bignè setino, direi il Re dei tanti e diversi dolci della tradizione che per mangiarlo si aspettava comunioni, matrimoni,compleanni e battesimi ed erano pure contati tanto da diventare davvero l’oggetto del desiderio fino a quando, Zia Fulvia non ebbe la bella idea di farlo trovare nella vetrina del bar e golosa come sono sempre stata puntualmente mi presentavo al mio appuntamento segreto da sola senza testimoni, perché quel momento unico irripetibile era mio e di ZA Fu’; una donna sempre elegante, vestita quasi sempre di nero che nonostante gli anni aveva mantenuto le sue forme da femmina in un corpo non certo Giunonico come ricordo Gianna, ma piccola, un bijou misto di dolcezza e amarezza nel sorriso di un bel volto incorniciato da una pettinata particolare.

 

Zia Fulvia non portava ”i ciùcciío” cosidetto alla sezzese con le forcine di plastica, lei raccoglieva I suoi capelli argentati con uno chignon delicato accompagnato da un onda laterale a sinistra. Era lei a servirmi con un sorriso e spesso una carezza non dovuta solo dal legame e rispetto che c’era con mia Nonna Vincenzina, ma perché in quel momento che era spesso le due e mezza del pomeriggio mi passava la dolcezza,la croccantezza,l’asprezza, la morbidezza racchiusa tutto in quel che era il vero bignè Setino! Quello che ha bisogno del centimetro per essere misurato perché la pasta che raccoglie all’interno la crema ”alla sezzese” deve avere una altezza specifica con un cappa dorata più’ cotta e friabile rispetto alla base più elastica, mentre nella crema si deve sentire il poco limone e un tocco di(vaniglia)forse, questo è “il segreto” che non si sa e che la distingue dalle altre; che poi in poche parti del mondo che sono stata tra Europa fino in Africa per Isole e regioni d’Italia non ho trovato mai un dolce come il bignè Setino tanto da farmi pensare che quando, Zia Fulvia, dal banco bar mi guardava mangiarlo con tanto ardore con il suo sorriso dolce e amaro mi volesse dire:

 

”goditi questo unico e dolcissimo momento bella figluccia che nella vita difficile che lo ritroverai!” lei che la vita la aveva conosciuta bene nei quasi cinquant’anni di bar tra I tanti personaggi famosi e non,spacconi, farfalloni, distinti,onesti e disonesti uomini e donne in quel che un tempo era Bar Gianna!