Grazie Coletta a nome di noi umarel tutti: ci sono operai (o) a lavoro in piazza

Grazie Coletta a nome di noi umarel tutti: ci sono operai (o) a lavoro in piazza

7 Febbraio 2020 0 Di Lidano Grassucci

L’umarel vive di piccole cose, minute soddisfazioni. Vado in Piazza del Popolo con lo stesso pensionatospirito di “sentire” i cantieri nel loro moto perpetuo. La piazza è luogo di incontro, la città è luogo del costruire. Mio fratello Damiano all’altezza di Spinaceto, stavamo in auto sulla Pontina, guarda fuori e vede le gru al lavoro e commenta veloce:ne, Li a Roma su 3000 agni i ancora vao fadienne, ancora n’hao finita”. Che vuol dire, lui è figlio di antiche saggezze, che la città è il suo eterno cantiere.La città è una fabbrica, come San Pietro, dove si costruisce per sempre.

Quindi? L’umarel è controllore di città, è spirito di città. Ed ecco il rumore fatidico, c’è una sega a motore che fa rumore nel cantiere dei lavori a Piazza del Popolo, passa il sindaco Damiano Coletta che ridendo mi fa “Vedi che almeno uno che lavora c’è”. Rido e incasso, nella vita devi saper far velo, e abbozzare, quando sei incudine e picchiare se sei martello. La battuta del sindaco, stavolta, è più pronta della mia. Il rumore c’è l’operaio pure e decido di farne testimonianza, mi avvicino, sta facendo le travi per le panchine. Sta facendo le panchine per noi umarel, che figo per Latina c’è cantiere attivo, c’è speranza.

Poi il sindaco si “allarga” e dice: “al teatro stanno lavorando sopra, ai piani alti”. Rispondo: “e no, ho controllato”. Ridiamo.

Sono stato un poco in piazza ho incontrato Alessandro Calvi che conversava con Enrico De Persis, e tra socialisti me so inserito con cognizione di parte, poi è arrivato Salvatore Forlenza e ho giocato a sinistra, per tacere del sindaco che è stato al gioco. Insomma era una piazza, un luogo dove idee e persone diverse si incontrano da qualsiasi strada provengano.

Sta di fatto che oggi ho potuto fare l’umarel

 

Ps: la foto è da umarel, quindi rubata e un poco sfuocata.

GLOSSARIO: Umarell è un termine popolare a Bologna che si riferisce specificamente agli uomini in età pensionabile che passano il tempo a guardare i cantieri, in particolare i lavori stradali – stereotipicamente con le mani giunte dietro la schiena e offrendo consigli indesiderati (fonte wikipedia)