Latina e la sfida demografica che non vogliamo fare: del caso dei pub

Latina e la sfida demografica che non vogliamo fare: del caso dei pub

11 Febbraio 2020 0 Di Lidano Grassucci

Per ogni 100 residenti che muoiono ne nascono solo 67. Dieci anni fa erano 96. Regioni del Centro e del Mezzogiorno in calo, mentre cresce la popolazione nel Nord, soprattutto a Bolzano, Trento, in Lombardia ed Emilia Romagna. Si allunga di un mese la speranza di vita alla nascita, passando a quasi 81 anni per gli uomini e 85,3 per le donne. Questo l’incipit dell’articolo di La Repubblica che segnala il declino demografico italiano. In questo scenario, Latina ha dalla sua il valore più raro in questo paese di vecchi: ha ancora i ragazzi.

Per darvi un dato a Latina città l’indice si sostituzione dei nati rispetto ai morti è dell’87%, venti punti più alta della media nazionale. Un tesoro.

Non è un caso che l’unica nuova funzione, che funziona, del centro storico è l’area dei pub. I giovani si sono presi uno spazio con cose nuove mentre i vecchi si baloccavano su fondazioni, teatri chiusi e fantasiosi servizi culturali. Latina ha il vantaggio competitivo, ma non per molto, di avere ragazzi che poi fanno nuove coppi, che faranno figli che spingeranno la città ad essere cose che neanche immaginiamo. Ma non dobbiamo “cacciarli” come abbiamo fatto negli anni ’90 da sotto i portici davanti la libreria Manzoni. Non dobbiamo intrupparli in guerre che sono nostre per i giovani che non siamo più.

Latina vive il dramma dei centri storici che si svuotano di residenti, di crisi di attività penso al commercio, al credito (Unicredit chiuderà 450 filiali e ridurrà il personale in Italia di 6000 unità), all’artigianato. Qui a Latina i ragazzi si sono inventati una cosa nuova senza padrini, padroni, ma per loro, che loro usano e capiscono. Del resto a Sanremo c’era Tiziano Ferro che è uscito da questo humus, Luca Velletri che è cresciuto nei locali e c’era anche Giordana Angi di Aprilia. Esiste una possibilità per continuare a vivere, per costruire qualcosa che io neanche so, perché sono vecchio.

Ecco abbiamo una carta, ma nessuno ne parla: parliamo dei pini, parliamo ancora dei rifiuti come fossero un problema quando ovunque sono opportunità, neanche una parola sui ragazzi che si formano seriamente nelle scuole, nelle università, nei mestieri, nelle campagne.

Ma qui invece si levan le tombe e parliamo tra morti di cose morte