Caravaggio-Borgianni, la disfida dell’arte tra Sezze e Carpineto con giallo

Caravaggio-Borgianni, la disfida dell’arte tra Sezze e Carpineto con giallo

20 Febbraio 2020 0 Di Lidano Grassucci

Questa è una storia con morti, furti, cattiverie e genio. E’ una storia “cattiva” come è cattiva l’arte quando è geniale. Una sfida tra geni dell’arte, e un pezzo ci appartiene, appartiene a queste montagne, montagne Lepine.

Direte: parlerà di Caravaggio e della sua tendenza a strappare le regole, ad esser fumino fino ad uccidere durante una rissa. Ma non era di spirito più mite il protagonista della nostra storia, genio del dipingere anche lui, ma non del livello del maestro ma “tacca tacca”. E le loro storie si incontreranno. Tra Sezze e Carpineto, anzi in Sezze e in Carpineto

E’ la storia di Orazio Borgianni mi è venuta incontro, poi incontrata il pezzo mio, di questa storia, me lo sono ritrovato davanti, con un furto ed uno scempio.

Orazio Bogianni era, un pittore del genio umanistico che permeò questa nostra Patria nel ‘500 e intorno a quel secolo, in una Roma tutta preti, chiese da fare, eresie da combattere, artisti che risolvevano col pugno (e talvolta il pugnale) invidie di bellezza, come oggi facciamo con Roma e Lazio. Quelli che hanno fatto Roma meravigliosa erano poco raccomandabili. Il nostro fu accusato di omicidio.  Gira un poco l’Europa di allora, quella che contava, che era l’Italia e la Spagna. Trovò pure moglie in quel di Spagna, ma morì presto. Genio e guai, bellezza e invidia. E poi la sfida vera era a Roma, a Roma ti misuravi, e un poco nel suo intorno.

In tutto questo giro, Orazio Borgianni,  si fermo a Sezze, si a Sezze, dove “produsse” “l’Apparizione della Vergine a san Francesco”, che stava nella Chiesa dell’attuale cimitero. Chiesa dei frati minori francescani, detti Zoccolanti per via del rumore che facevano i loro zoccoli nel girovagare per la carità.

Ci stette fino al 1976, quando fu misteriosamente rubata.

La tela intera rubata, in colore il frammento ritrovato ( “l’Apparizione della Vergine a san Francesco”, )

 

Non fu certo un furto alla missione impossibile, i ladri forzarono un paio di lucchetti male ceriti e il gioco fu fatto.

Trovo la storia su Il Corriere della Sera che parla della mostra del Borgianni che inizierà il prossimo 6 marzo a Palazzo Barberini in Roma, Galleria di Arte Antica. Mostra curata da Gianni Papi, la prima su Borgianni, la prima monografica.

Ora ricordo il quadro, come un flash, un ritorno di memoria, era mio ma lo avevo riposto, come foto di famiglia impolverate in un angolo di un cassetto, e quando tornano sono come sempre state. Il quadro era pieno di “gente”, era affollato, era un “articolo” su un incontro che solo il racconto lo poteva creare, e il genio fotografare. Non sapevo da bambino che l’arte mi era venuta a trovare a casa, dopo una salita che era già un pellegrinaggio, mi piacevano gli “artefatti” e questo era così pieno. Per un bimbo di Roma, il rinascimento, il barocco, è familiare, la grandezza è usuale, per me era, e resta, eccezionale.

Lo portarono via il quadro nel ’76, della “gente” che lo affollava non ne rimase nulla, solo un pezzo fu ritrovato l’anno dopo, bello per carità c’è la Madonna che si sporge verso San Francesco che regge Gesù bambino a dire che i francescani “curavano” il Cristo per ridarlo alla madre, quando il mondo lo aveva “accusato” per toglierlo dalla madre, per cancellarlo. Ma non c’è la gente, non c’è il dramma del cielo e della terra, non c’è la sofferenza e la speranza, non  ci sono i piani.  E’ rimasta una istantanea di un film, di una pellicola lunga un frammento, una posa, una goccia.

Il pezzo di dipinto si trova all‘Antiquarium comunale di Sezze, il comune ha già autorizzato il suo momentaneo trasferimento a Roma per la mostra di Palazzo Barberini.

Particolare del frammento ritrovato

 

La cosa eccezionale è la storia di come una grande storia sia venuta qui, una disputa artistica sia venuta qui, e basta scavallare il Semprevisa che c’è Caravaggio, anche lui dipinge un San Francesco. Ma quello di Carpineto è solo con la morte, quanto il dipinto di Borgianni è luminoso, e corale. Sfida incredibili tra grande artisti, era il ‘500 e qui la bellezza incontrava bellezza.

 

Sarà per questo anche noi ex bimbi di questi monti anche se  non usi alle meraviglie romane, sappiamo meravigliarci quando incontriamo la bellezza. Siamo stati un campo di sfida della migliore arte dell’umanità, mica prosperi.

 

Caravaggio, San Francesco in meditazione (il quadro di Carpineto)