Le margherite già spuntate al tempo del coronavirus

Le margherite già spuntate al tempo del coronavirus

29 Febbraio 2020 0 Di Lidano Grassucci

“Spegnere il lume è un mezzo opportunissimo per non veder la cosa che non piace, ma non per veder quella che si desidera.”

Alessandro Manzoni, La colonna infame

 

Mi scuserete se vi racconto, o meglio vi scrivo, una cosa mia del tutto mia, ma forse non è così mia. Esco in giardino per prendere aria, di questi tempi l’aria da condividere con gli altri è “rischio” è “malato”. qui respiro da solo, e per evitare i gatti gli do da mangiare, li depisto. Sarà la fine del mondo? Dicono (o dicevano) che il coronavirus sarà pandemia, che la fine è così vicina che la tocchi con mano. C’è un sole forte, ma il vento è freddo è costante, chissà da dove viene, chi può dire dove va. Ecco il prato: Dio mio mi sono sbagliato, non ci sono i cavalieri dell’apocalisse, non c’è nessun frate invasato da delirio mistico che mi urla “Penitenziàgite”, per il tempo finito. “Poenitentiam agite, appropinquavit enim regnum caelorum”, “Fate penitenza, ché il regno dei cieli è vicino”.

Non ci sono uomini con la mascherina, uccelli che si lavano le ali con l’amuchina, ricci indaffarati a starnutire nel gomito di spine, ma ci sono le margherite, ma tante, tante che pare una roba da macchiaioli, ci sono le margherite che se ne fregano di tutto sto rumore, che in silenzio preparano il pranzo per le api, che poi faranno l’amore con altri fiori e il giro ricomincia. Anche la mia gattina ha la pancia grande, come saranno i micetti che nascono simpatici per loro natura, e non farà eccezione. Il mio gatto con le orecchie basse è ancora più grosso e si è messe sottovento per godere del sole senza freddo, intorno le margherite