Il nodo Coletta nella destra grossa

Il nodo Coletta nella destra grossa

4 Marzo 2020 0 Di Lidano Grassucci

Ma questo Coletta, inteso come Damiano sindaco di Latina, è di sinistra? Certo che no, è la risposta dei ceti piccolo borghesi in odor di parrocchia alla crisi di una destra suicida che aveva finito il bluff di un grande gioco che non aveva.

Poi nel governo della città ha evidenziato, Coletta, i limiti di ogni movimento salvifico: l’ assoluta disconoscenza della realtà. La politica è autonoma dal percorso per il paradiso dopo la vita, la politica fa i ponti non le omelie, fa gli ospedali per salvare vite non insegna come si vive. La politica non è la mitologia che ha bisogno di dei e semidei, ma si sporca le mani con gli uomini.

Tradotto l’oratorio non è il Comune.

Ma? Ma la sinistra, sommate tutte le sue anime, a Latina è minoranza. Lo è sempre stata in uno stato di purezza che ne ha garantito, appunto la purezza, ma mai la vittoria a differenza della prassi della sinistra lepina.

Quindi? Occorre allearsi, allargare il campo, anzi creare un campo per stare in partita. Come? Dialogando con una società che non è mai come la vorremmo ma come è, a fronte di un centrodestra che ha il suo tallone di Achille nell’essere grosso ma non grande, e nell’avere tante ragioni di divisioni nelle ambizioni personalistiche.

Fare il campo non con chi ci sta, ma con chi non può non starci.

Primo passo: i nemici dei miei nemici sono miei amici

Secondo passo: comincio a dialogare  con loro della Luna, non ragiono sul mezzo (razzo a stadi alla Apollo, missile sparato da cannone), manco sull’equipaggio. Ma parlo di Luna e dei possibili fantascientifici lunatici, con convegni su Giulio Verne e la presenza della scienza nei suoi romanzi, poi faccio un ciclo di film sulla Luna nell’immaginario dell’amore. Un terreno che sposta le differenze nella costruzione di un idem sentire. Il tempo farà il suo corso, come saremo nel “dopo corona virus?”, come saremo in un Paese che pensava ai conti, in una Europa di conti che ora dovrà “investire” in politiche antideclino? Una opinione pubblica che aveva dimenticato il bene del vaccino ed ora ne scopre la necessità per vivere.

Cambia lo superficial
Cambia también lo profundo
Cambia el modo de pensar
Cambia todo en este mundo
Cambia el clima con los años
Cambia el pastor su rebaño
Y así como todo cambia
Que yo cambie no es extraño
Canta così Carmen Sosa la verità del mutamento che già è nel tempo che passa. Ed in questo va fatto un grande investimento, nel cambiamento e solo chi muta vince, o almeno gioca per vincere, chi resta indifferente vede l’auto del tempo che gli mette la freccia e va via. Il Pd si è opposto a Conte ora lo sente necessario alla sua corsa, nulla è dato e nulla è escluso, tutto possibile perchè ogni cosa muta.
I piccolo borghesi? Pure loro fanno brodo se non voglio condannarmi alla quaresima, ma sperare nella Pasqua.