Grandina, meglio stare a casa per le pulizie di primavera

Grandina, meglio stare a casa per le pulizie di primavera

7 Marzo 2020 0 Di Maria Corsetti

Giorno da antropologa sociale n. 2, è il mio nuovo lavoro, che posso fare in smart working, limitando le uscite allo stretto indispensabile, comunque da sola e preferibilmente all’aria aperta.
Molto materiale si reperisce accendendo il televisore o la radio, meglio ancora collegandosi a Facebook o leggendo i messaggi deliranti delle chat di whatsapp.

 

Da giornalista che ha lavorato nel passato alla ricerca della notizia, posso intuire il giubilo nelle redazioni stremate dalla maratona Coronavirus, quando si è saputo di avere finalmente un vip contagiato. Sì, in Spagna c’era stato il caso di Luois Sepulveda, ma vuoi mettere un nostrano Nicola Zingaretti, non solo presidente della Regione Lazio, che ha dentro di sé la capitale, ma addirittura segretario del Partito Democratico. Finalmente si può aprire un tg con una notizia degna, una notizia in piena linea con l’idea che “anche i ricchi piangono” e quindi che ci sono sentimenti e circostanze che non guardano in faccia a nazionalità o ceto sociale.

A Latina c’è un avvocato contagiato, e anche a Napoli un avvocato è risultato positivo. Perché mentre tutti danno notizie, mentre si addita a coscienziosa la sicuramente encomiabile quarantena volontaria di due magistrati del sud che, tornati dal nord, si sono auto-isolati e stanno lavorando da remoto, nessuno – neanche gli avvocati stessi – ha speso una parola per quelle aule in cui si tengono le udienze civili, un ammasso di carne dove si mescola saliva e sudore.

Le scuole si danno da fare con qualsiasi forma a distanza. C’è chi non vede l’ora di misurarsi con il risultato di tutti i corsi di formazione (per i quali si sono ottenuti permessi retribuiti e punti di merito) sull’e-learnig e si tuffa sulle piattaforme, c’è chi rompe i coglioni (scusate, ma non trovo una definizione più calzante) e accampa rivendicazioni sindacali, nel contratto questa cosa non c’è, non siamo obbligati.

Per la spesa: il saccheggio non è così evidente come qualche settimana fa perché si stanno ancora smaltendo le scorte.

Negli ospedali: il personale è distrutto. In questa guerra senza bombe sono loro che stanno in trincea. Su FB gira il post di un’infermiera – che anche se non fosse vero direbbe tante verità – che spiega lo stress a cui sono sottoposti in questi giorni. E chiede, vi lamentate voi, che vi viene solo chiesto di stare a casa?

Economia: mi sembra una bestemmia, da parte di noi, dipendenti della pubblica amministrazione, calare il muso delle grandi sciagure. Sul nostro conto corrente a fine marzo sarà comunque accreditato lo stipendio. Non so come faranno le partite iva, quelle più piccole.

Sono stata la più minimalista quando di Coronavirus si è iniziato a parlare. Ora non so. Ho abbandonato da qualche settimana la carriera da virologa.
Però, forse, in questo momento, starsene a casa a fare le pulizie di primavera non è un’idea proprio pessima. Se non come forma di prevenzione, almeno come forma di rispetto.

A proposito di primavera: grandina, governo ladro.