SmartLatina e la spesa online
13 Marzo 2020La città vuota, poche macchine che girano. Latina vuota sembra ancora più vuota. Luce che arriva ovunque e non lascia neanche lo spazio all’immaginazione di un buio clandestino.
Volanti della polizia in circolo.
File fuori i supermercati.
Una scena già vista, torno indietro di 32 anni, è agosto e sono a Bucarest
Il paragone è quasi blasfemo, lì si faceva la fila per un pezzo di pane e una scatoletta non meglio definita, qui, una volta varcata la soglia si avrà a disposizione qualunque cosa da mangiare e non solo.
Già che ci sono comprerei la tintura per i capelli, prima o poi si tornerà a una vita sociale e il centimetro (speriamo uno solo) di ricrescita proprio non è accettabile.
La fila è ordinata, distante.
Martedì scorso, il primo giorno, il giorno che “siamo tutti in zona rossa quindi facciamo come sempre”, i supermercati facevano sì entrare con il contagocce, ma la fila fuori era bella compressa.
Quando, dopo due giorni, si è passati alla tolleranza zero – grazie ai furbi che in regime zona rossa hanno affollato i tavolini dei bar per discutere meglio dell’argomento, oppure non hanno rinunciato alla messa in piega o al massaggio – qualcosa oggettivamente è cambiato.
Visto che devo sottostare alla tolleranza zero, visto che posso fare attività motoria all’aperto ma che se rimango a casa è meglio, visto che stiamo nel 2020 e se mi incapriccio di una scemenza qualsiasi in vendita sull’Isola di Pasqua, dopo due giorni mi citofona il corriere per la consegna, stando così le cose ma perché devo fare la fila fuori del supermercato, toccare un carrello della spesa che per quanto pulito e disinfettato lo hanno usato altre persone, perché devo fare questo? Faccio la spesa online.
Mi collego al sito Supermercato24. Mi registro, sorvolo sulla home page, non vedo l’ora di riempire il carrello (virtuale). Mi vengono proposti 4 supermercati, inizio con il primo. Non mi soddisfa, mi sposto su un altro. Mi piace, ma la pasta Rummo costa 10 centesimi di più. Torno a quello di prima, ma non riesco a fargli capire che vorrei acquistare un pacchetto di bicarbonato. Provo il terzo supermercato. Dove posso acquistare addirittura i Nutella biscuits. E già che ci sono compro anche quelli con la crema di Pan di Stelle.
Non è neanche metà marzo e bisogna arrivare fino ai primi di aprile. Io bevo caffè e tè senza zucchero, quindi non compro mai lo zucchero, a casa ho solo qualche bustina a supporto di eventuali ospiti. Decido di comprare anche un pacco di zucchero, metti che mi viene voglia di fare un dolce.
A proposito, il 17 marzo è San Patrizio per cui si rende necessario l’acquisto di birra Guinness. In lattina, sicuramente migliore di quella in bottiglia. A proposito di bottiglie, magari una di vino rosso, ne bevo un bicchiere e poi ci impasto le ciambellette, tanto ho già comprato lo zucchero.
Nel carrello metto anche il latte detergente, il dentifricio, lo shampoo e la lettiera per il gatto.
È il momento di pagare, il conto è piuttosto importante, ma non ho dimenticato proprio nulla.
Dunque, la prima data utile per la consegna è sabato 21 marzo. Oggi è venerdì 13 marzo.
Che per carità, da vera italiana ho le scorte sufficienti per arrivare viva al 21, ma da altrettanto vera italiana non ho la pazienza sufficiente per aspettare. Non fosse altro per i Nutella biscuits e per la Guinness che arriverebbe a San Patrizio passato.


