Covid 19/ L’impossibile viaggio, ecco la stazione di Latina
3 Aprile 2020Poi una notte di settembre me ne andai,
Il fuoco di un camino
Non è caldo come il sole del mattino
Chissà dov’era casa mia
E quel bambino che giocava in un cortile
Io vagabondo, Nomadi

Il piazzale della stazione di Latina
Prendo, meglio prendevo, il treno con una umanità immensa, una umanità varia. Alla stazione di Latina prendevo il treno che, lesto, mi portava ovunque… nel mondo. A vederla ora questa stazione senza alcuna umanità. Si è senza umanità, cancellata e anche i treni pare non passare più. Il cartellone annuncia in un giallo forte gli ultimi convogli che nessuno prende. C’è una pattuglia della Guardia di finanza, un tassista chiuso dentro la sua auto bianca, uno straniero bloccato qui da questa “fine del mondo”. Non ci sono i pendolari con il loro chiacchierare, gli studenti con il loro sperare, gli impiegati con il loro gran da fare, gli avvocati con la loro mania puntuale dell’eleganza e le colleghe da sfilata a Milano. Non c’è Milano, che è chiusa…
Che mi tocca di venire
Mi fai morire
Milano senza fortuna
Mi porti con te
Milano tre milioni
Respiro di un polmone solo
Milano che come un uccello
Ma anche riprende il volo



