Covid 19/ Quel piccolo problema della libertà, la quarantena non può essere eterna

Covid 19/ Quel piccolo problema della libertà, la quarantena non può essere eterna

18 Aprile 2020 0 Di Lidano Grassucci

Dicono che c’è un tempo per seminare
E uno che hai voglia ad aspettare
Un tempo sognato che viene di notte
E un altro di giorno teso
Come un lino a sventolare

Ivano Fossati, c’è tempo

C’è stato il tempo che abbiamo avuto paura del virus, tempo che lo abbiamo combattuto ma ora… ora diventa impellente il tempo di vivere. Non siamo fatti per vivere nelle tane. La mattina ogni essere vivente esce rischiando il vivere per vivere. Noi, noi umani, non siamo da meno. Assisto a esperti che dicono ma sempre sulla libertà degli altri, Le limitazioni alla libertà non possono essere “eterne”, ma neanche “lunghe”, sono solo “eccezionali” e vanno ripristinate il prima possibile. Come? Con le precauzioni della ragione e i rischi della vita, inevitabili.

Non è questione di parte, di partito, ma cultura della libertà. Non è accettabile la dittatura della politica ma men che mai quella di medici e sapienti. Ora dobbiamo pensare a tornare alla libertà. Non è dato ad alcuno limitare i miei movimenti, le mie scelte. L’ho fatto, lo abbiamo fatto, ora dobbiamo ritornare alla vita che sarà diversa, sarà cauta, sarà migliore ma non può non essere imprescindibile.

In questo dibattito nazionale hanno parlato: sanitari, presidenti di regione (troppo e a stocco come si dice al paese mio), giornalisti, peones vari… ma non ha parlato mai la libertà. Non è che la fase due è una “gentile concessione” di medici e governo, è il diritto dei cittadini.

Ogni mattina uscivamo e rischiavamo l’incidente stradale, il meteorite sulla capoccia, l’infarto per quelli vecchietti come me, una qualche malattia bislacca. Abbiamo calcolato il rischio, guidato con prudenza, ma vivendo. Ora è necessaria la libertà che anche questa è un diritto come la sanità, come l’aria.

Assisto a molto folklore, il presidente della regione Lombardia Fontana che il martedì non vogliono aprire manco le librerie, il mercoledì aprirebbero pure le tane dei topi, il giovedì si affidano agli scienziati, mentre il suo collega campano De Luca minaccia di chiudere la “frontiera” tra Minturno e Baia Domizia nuovo Brennero.

Non si gioca con la libertà, mai, e tanto meno è concesso a presidenti di regione in delirio di onnipotenza che cela evidente incapacità.