La storia dell'”assassino” di Lincoln che si nascondeva (agguattava) a Sezze
29 Aprile 2020Un incrocio di destini in una strana storia
Di cui nei giorni nostri si è persa la memoria
Una storia d’altri tempi, di prima del motore
Quando si correva per rabbia o per amore
Il bandito e il campione, Francesco De Gregori
Mi imbatto in questa storia per caso, una amica, meglio una compagna vista la comune fede socialista, mi segnala lo scritto che arriva da un altro mondo. Da un mondo che non mi aspettavo. La storia è come l’ombre ti viene dietro e non te ne puoi liberare. L’ha scritta Riccardo Nencini, presidente del Partito socialista e senatore toscano di questa repubblica che su Fb ricorda storie fantasmagoriche. Storie di una Italia che cerca di ritrovarsi in un tempo smarrito. E’ una storia che riguarda un altro pezzo di storia che venne al mio paese Sezze. Meglio la storia si venne a nascondere a Sezze, ma ve la faccio raccontare da lui dal compagno Nencini perché è lui il narratore. L’America non è così lontana, 4 anni dopo questa storia Sezze divenne italiana, si libero di preti e sottane e non fu più un eremo escluso dal mondo, ma entrò nel mondo e nessuno si poteva nascondere qui fuori dal mondo.
Abraham Lincoln fu assassinato il 14 aprile 1865, un venerdì santo, mentre assisteva allo spettacolo Our american cousin al Ford’s Theatre di Washigton. 5 giorni prima il generale Lee, comandante delle truppe confederate si era arreso mettendo fine alla guerra di secessione americana

5 STORIA FANTASMAGORICA 45: LINCOLN A SEZZE
È una storia davvero straordinaria e sconosciuta. Va raccontata. 1866: crociata per salvare Roma ora che l’Italia batte alle porte. Arrivano nobili, soldati e avventurieri da mezzo mondo. In aprile, uno zuavo canadese, un certo Sainte Marie, s’imbatte a
Sezze (provincia di Latina) in un tizio che si fa chiamare Watson. Macché Watson, confessa, è un pericoloso ricercato fuggito dagli Stati Uniti. Il suo nome è John Surratt. Già, e chi è Surratt? Apriti cielo, uno degli assassini di Lincoln, si, proprio lui, il presidente che ha abolito la schiavitu’. La madre del Surratt è stata impiccata, lui è fuggito, prima a Londra poi in difesa della città eterna, dov’è giunto grazie alla copertura, e ai denari, di una rete di sacerdoti. La macchina della polizia americana si mette in moto, lenta ma parte. Una volta a Veroli, Surratt sente puzzo di bruciato. Fugge a Napoli, da lì ad Alessandria d’Egitto, dove viene arrestato. Portato in processo, verrà assolto per insufficienza di prove.
Riccardo Nencini
PS: la vicenda è venuta alla luce tempo fa grazie agli studi di Giancarlo Onorati che, sulla vicenda ha anche pubblicato, un volume
Giancarlo Onorati, L’ultimo dei cospiratori, Ego edizioni, 2012

