Covid 19 / L’economia ai nastri di ripartenza. Federlazio chiede misure straordinarie

Covid 19 / L’economia ai nastri di ripartenza. Federlazio chiede misure straordinarie

2 Maggio 2020 0 Di Maria Corsetti

Chiacchiere e grafici, sta per calare il sipario sui veri protagonisti di questi due mesi di fermo assoluto, la scena passa a chi deve raccogliere i cocci di un’economia che da tempo ha dimenticato la buona salute, Covid 19 a parte.

Alla vigilia della Fase2 interviene il presidente di Federlazio Latina, Franco Sacchi, per rianimare lo spirito di squadra tra gli imprenditori pontini.

«Le aziende – dichiara Sacchi – sono pronte a ripartire e, ove possibile, a rilanciare negli investimenti e nell’occupazione, ma le istituzioni devono sapere che noi imprenditori abbiamo bisogno di certezze e velocità di risposte alle tante difficoltà provocate dalla pandemia».

Certezze e velocità di risposte, semmai si avverasse il miracolo si potrebbe quasi, al netto del dolore per chi non c’è più, dire che la pandemia ha risolto in due mesi quello che le aziende chiedono da vent’anni, ma anche da prima. Un po’ come l’Inps che in qualche settimana ha messo a punto il lavoro di cinque anni.

«In questo momento – prosegue Sacchi – tutti siamo chiamati ad uno sforzo che mai ci era stato richiesto negli ultimi decenni e nessuno di noi può pensare di essere pronto ad affrontare un qualcosa che mai, prima d’ora, si era verificato in modo così violento ed in tempi strettissimi».

Adopero un termine abusato: resilienza. Il presidente Sacchi dimostra una capacità di resilienza fuori del comune. È vero che il lockdown è stato qualcosa di improvviso e violento, ma alla crisi del 2009, per quanto fosse iniziata qualche anno prima dall’altra parte del mondo, non è che trovò qualcuno preparato. Il convivere giorno per giorno con la crisi, la burocrazia, la giustizia infinita (intesa come tempi), ha veramente prodotto l’effetto della rana bollita. Si è andati avanti fino a fine febbraio con le strade sforacchiate, mentre nel resto d’Italia si ammucchiavano le macerie di ponti crollati, di terremoti mai rimarginati.

«Alle soglie della ripartenza – continua Sacchi – faremo come sempre la nostra parte, ridisegnando il nostro modo di operare, di relazionarci e di progettare. Certamente ci muoveremo all’interno di tutte le precauzioni sanitarie, per la sicurezza dei nostri lavoratori, delle loro famiglie e dell’intera comunità. Questo ci costringerà a mettere in campo nuove risorse economiche che, ovviamente, si sono sensibilmente assottigliate e, in non pochi casi, addirittura prosciugate».

L’igiene, intesa in maniera così capillare come in questo momento, è un costo non indifferente. A questo si aggiunga che l’economia deve ripartire con una capacità generale di spesa fortemente ridotta. Abbiamo visto le richieste dei 600 euro per i lavoratori autonomi e le partite Iva, qualcuno se ne sarà anche approfittato, qualcun altro poteva anche resistere senza, ma un’idea di come cambierà la capacità di spesa c’è.

«E’ chiaro quindi che, a partire da ora, c’è la necessità inderogabile, indifferibile e vitale che le imprese diventino le destinatarie di una straordinaria azione di supporto da parte delle istituzioni, innanzitutto per contrastare gli effetti negativi che hanno fortemente indebolito le nostre aziende fino al punto di avvicinarle pericolosamente alla chiusura. Azioni che dovranno permettere di riportare il sistema imprenditoriale alla situazione ex-ante».

Forse proprio ex ante meglio di no, si può fare molto di più.

«Quindi, snellimento della burocrazia, ammortizzatori sociali anche in deroga, defiscalizzazione e, ovviamente, risorse finanziarie. D’altronde di fronte ad una situazione effettivamente grave, inedita e straordinaria, altrettanto straordinarie devono essere le misure che la politica nazionale e territoriale deve adottare».

Tornando alla rana bollita: lo snellimento della burocrazia (uno dei DPCM ma forse tuti di questi mesi aveva otto pagine di “visto” e una pagina scarsa di dispositivo) viene considerata una misura straordinaria per una situazione grave e inedita.

«Probabilmente – conclude Sacchi – come più di qualcuno ha detto, nulla sarà più come prima».

E magari ci sarebbe da aggiungere.

 

Nella foto: Franco Sacchi, presidente di Federlazio Latina