Fase 2/ Latina riparte lenta, lenta.. anzi resiliente

Fase 2/ Latina riparte lenta, lenta.. anzi resiliente

4 Maggio 2020 0 Di Lidano Grassucci

Qualcuno pensava alla ressa, quasi tutti ad una fuga in massa da se stessi, invece? E’ andata di scena una Latina che non ti aspetti, una Latina civica e civile. Tutti con la mascherina, ma in troppi. Alla stazione ferroviaria parcheggi occupati al 30%, e lungo le banchine i passeggeri si contano a decine. Gli autobus hanno passeggeri, ma non hanno paura di portarli, sono pochi.

Le file? Davanti le banche, alle poste, fuori dalla porta delle farmacie… una città morbida. Dicono che al cimitero ci sono file, e vorrei vedere dopo due mesi che non abbiamo “accompagnato” gli affetti, almeno un fiore. Naturalmente le cornacchie di tutte le risme e sempre in servizio permanente del luogo comune raccontano altro, e non c’è neanche la corsa a correre.

Passa un’ambulanza con dietro l’automedica, il suo suono ricorda che siamo nella paura, e la paura la “senti” guardando gli occhi che la mascherina sottolinea. Ci guardiamo nemici, ci sentiamo figli della stessa paura in una contraddizione incredibile.

Latina è nata con foratini, cemento e silenzio al posto dell’acqua ora è come un risveglio che ha gli occhi appannati, come non pronta al giorno, come indecisa al nuovo mattino. Mi chiedono “ritorni”? Mi chiedo ma “dove”? Sono lento in questo mondo a mettere in fila le cose che prima facevo di corsa, ora indugio e trovo indisponente la fretta. Potevo morire, e ne sono morti quasi 30.000 qui da noi, potevo soffrire e sono stati oltre 100 mila. Ciascuno lo sente questo nel suo appuntamento con il ricominciare. Latina è lenta, non ha fretta, quasi, quasi mi faccio un caffè… a, no, non si può. Poi dall’ospedale mi raccontano una storia non covid ma dove una persona è morta eguale, che fretta ho.

Vorrei volare, che azzurro il cielo oggi, sono uscite le ciliegie sono verdi ma si gonfiano di polpa, poi si faranno zucchero, con il tempo loro. Senza corse, senza fretta, in un paese migliore. Poi prenderò la mia auto e andrò in direzione per fermarmi solo quando vorrò e dire ciao in un altro posto sarà la cosa migliore.