Fase 2 / 10 maggio 2020, Viva le Mamme

Fase 2 / 10 maggio 2020, Viva le Mamme

10 Maggio 2020 0 Di Maria Corsetti

10 maggio 2020, Festa della Mamma. Auguri, tanti e di cuore a tutte le mamme, le vere protagoniste, eroine straordinarie di questa pandemia. Mamme che da un’ora all’altra – lo scorso 4 marzo, era mercoledì, alle sei di pomeriggio ancora non si sapeva come bisognava regolarsi per il giorno dopo – si sono ritrovate tutta la famiglia a tempo pieno e indeterminato dentro casa. Da gestire, oltre al lavoro in smart working per alcune, in presenza per altre, la didattica a distanza per i figli, le domande dei figli, il nervosismo dei figli, lo sconcerto dei figli. E anche dei mariti. Dalle sei di pomeriggio, dopo che il Governo aveva furiosamente litigato un pomeriggio intero, si è preteso che le mamme organizzassero l’Italia in poche ore. Pretesa ben riposta, lo hanno fatto.

Primo: richiamare i figli Erasmus & co. Da qualsiasi parte del mondo, attaccandosi al telefono con la Farnesina con le peggiori minacce in caso il cucciolo non fosse rimpatriato integro.

Secondo: sfidare letteralmente i figli adolescenti che volevano uscire a tutti i costi, arrivando anche a chiamare la polizia per spiegare al riottoso come stavano le cose.

Terzo: dissequestrare la Playstation, segregata dal giorno che il registro elettronico ha rivelato qualcosa di troppo. Ma ora, costretti tutto il giorno dentro casa, che fai?

Quarto: inventarsi qualsiasi cosa per i più piccoli che guardavano sconsolati la porta di casa. Sostenere certi sguardi è terribile.

Quinto: darsi a forni e fornelli per portare in tavola un cibo consolatorio dell’anima. C’è chi lo chiama confort food, abbiamo imparato anche questa.

Sesto: capire come si farà l’esame di terza media e di maturità. Almeno per essere credibili quando si esortano i ragazzi a studiare. Non che sia importante sapere come sarà l’esame, ma è un supporto, uno stimolo allo studio.

Mi fermo a sei che, specifico, non sono in ordine temporale e tanto meno di importanza, li ho riportato solo per come mi sono venuti in mente. In realtà le sei azioni sono state contemporanee e portate avanti con la stessa convinta energia.

Auguri alle mamme, a quelle che mi hanno detto «era dall’allattamento che non stavo così tanto con i miei figli», auguri alle mamme che hanno visto laurearsi i figli in salotto , davanti allo schermo di un computer, auguri alle mamme che si sono viste recapitare a casa figli che, studiando fuori, tornavano  solo per le feste comandate da passare insieme agli amici e invece qui se li sono covati due bei mesi e hanno scoperto tante cose. Auguri alle mamme alle prese con le figlie sedicenni che si rifiutano di uscire ora che potrebbero per un po’ d’aria, causa sopracciglia in disordine.

E auguri alle mamme che sono rimaste sole perché in un’età a rischio e per proteggerle nessuno ha potuto visitarle.

Auguri alle mamme che sono andate via in questi giorni che hanno negato l’ultimo abbraccio.

Auguri, oggi 10 maggio 2020 questa festa ha un senso.