Gli angeli nel Covid 19/ Erika che aiuta i bambini e le loro mamme

Gli angeli nel Covid 19/ Erika che aiuta i bambini e le loro mamme

21 Maggio 2020 0 Di Lidano Grassucci

Si vedono gli alberi abbattuti, non si notano deboli piantine che lottano per non essere soffocate dall’erba. Le prime sono la foresta che era, le seconde a gran fatica la foresta che sarà. Mentre a Latina il governo (si fa per dire) cittadino non riesce neanche a far mettere i tavolini per strada, c’è chi fa, da subito senza fronzoli, senza regolamenti se non quello della solidarietà generosa. Il suo gruppo si chiama uniti si vince. Una pagina si Fb che guida lei, una ragazza che si fa chiamare Eryka Ery, giovane che “mi è venuta l’idea perchè se conosci il bisogno capisci chi ha bisogno”. Semplice, pulito, direi bello nella esposizione.

 

 

Al secolo è Erika Cabras origini sarde con il conseguente orgoglio da vendere, ha aiutato 60 famiglie in questa emergenza “sì, soprattutto famiglie con bimbi piccoli, quelle famiglie che si andavano avanti con dignità, poi le difficoltà e i pannolini da comperare, il latte, i vestiti e…”

Ha cresciuto una bambina quando parla si sente che non è estranea alle cose, le sente. Non è, la sua gentilezza borghese, carità chiesastica è vita consapevole e conosciuta.

Da sola ha messo su la sua pagina, ha mobilitato 1700 donatori con la filosofia che la spiaggia è immensa ma formata da piccoli granelli. “Facevo spesa, mi lasciavano la spesa al supermercato, qualcuno lasciava buoni da 10, 20 o 30 euro poi la venivano a prendere”. Davanti al Conad de Le Torri, all’In’s, Pam.

“Mi hanno anche contattato gli uomini della Digos, per verificare, mi hanno fatto i complimenti”. Qualche consegna l’ha fatta con l’auto del fratello, la benzina? “Io la metto, una signora però mi ha donato un buono benzina da 50 euro”

“Ora – spiega – mi aiuta mamma distribuiamo vestiti, ci hanno aiutato quelli del gruppo “te lo regalo a Latina”“. Una rete che coinvolge. E comincia a ringraziare i tanti che hanno fatto un poco che è diventato tanto per chi aveva bisogno: ci hanno aiutato le parafarmacie, il forno il Cuore del grano di via Pontinia.

Parla con naturalezza, lavora in un negozio: era chiuso, e sentivo il bisogno intorno a me ed ho fatto, ma non io sola la rete intorno.

Mi parla delle difficoltà di quelli che ancora non hanno avuto la cassa integrazione, che non hanno diritto ai sussidi ma neanche hanno i soldi promessi. Va a valanga, è entusiasta.

Lei non vede i limiti delle cose, ma quello che c’è da fare, un mondo distante anni luce da chi ti spiega sempre perchè non si può fare, ma fa come si deve e come si può.

Mi ha dato del tempo, lei che non perde tempo.

Una Latina migliore esiste.