Coletta si sente Luigi XIV dovrebbe fare come Sua Maestà Britannica
4 Giugno 2020“L’état, c’est moi” diceva Luigi XIV esaltando se stesso mentre “preparava” le condizioni per far perdere la testa a Luigi XVI e il XVII, viva Dio, non ci fu mai. Chi si sente padrone prenota a farsi garzone. Spesso penso al bisogno che abbiamo tutti di vivere un poco nelle osterie, quelle dove la passatella era il gioco che insegnava a farti capo, ma ti capitava di imparare ad esser sotto e olmo condannato all’arsura. Ecco Damiano Coletta, come i Luigi francesi non hanno mai giocato alla passatella e pensano che esser capo è una volta per sempre e non pro tempore. In questi giorni Coletta pare dire “il Comune sono io”. Intorno ha sir Biss che ne elogiano l’estetica e il bel tempo ma fuori c’è il temporale e sulla bellezza il tempo che passa è feroce.
Congiure di palazzo, palazzo che si chiude e Piazza del popolo è come Versailles. La realtà è implacabile e la storia insegna. In Inghilterra i re invece di dire che lo stato coincideva con loro si allargarono ai lord e ai comuni, persero un poco di autorità ma salvarono la capoccia, che non è poco. In Francia c’è la repubblica in Inghilterra ancora il re.
Coletta deve scegliere tra Luigi XIV e finire senza un Coletta 2, o fare Sua Maestà britannica che fa anticamera prima di entrare tra i comuni ma quelli fanno leggi in suo nome e anche 007 è in missione per suo conto.
La storia insegna tante cose se hai l’umiltà di leggere, la consapevolezza di essere pari tra pari e non unto dalla morale.


