I mici nei vicoli di Sezze nella “foto” di Isabella Baratta
5 Giugno 2020Strette, i vicoli di Sezze sono braccia che, se ti lasci curare, non ti fanno perdere ti abbracciano, ti accompagnano. In questo scritto di Isabella Baratta c’è quella incredibile vita che non vedi, non senti, se vieni dal rumore delle televisioni. Mi capita, ora sempre più di rado, di buttarmici in quelle strette per rivedere le mie storie diventate fantasma di ricordi, di cercare odori di ragù che non trovo più per odori di spezie a me ignote, ma tutto muta. Gli occhi di Isabella sono più puliti dei miei e la sua fotografia è a colori, le mie in sbiadito bianco e nero, ma è delineata, è messa a fuoco. La bellezza non è l’altezza della cattedrale ma i suo gargoyle per prendere l’acqua dal cielo e mandarla sotto terra facendo restare all’asciutto dio. La fotografia è di due mici, attori di questo teatro madre che è Sezze o è stata Sezze. Buona lettura e scusate le considerazioni personali ma al tempo mio di ora ti mancano sensazioni di allora quando la vita era affacciarsi al belvedere senza statue e credere che un giorno saresti arrivato al mare. (LG)
I vicoli del mio paese , tempo fa , emanavano vita : le grida dei bambini che giocavano spensierati , gli odori di cibo che si espandevano dalle finestre , soprattutto la domenica mattina quando si preparava il pollo al forno ed il ragù per la pasta fatta in casa . Poi le comari sedute fuori l’uscio di casa. Questo era il paese di una volta . Quella memoria storica di luoghi e spazi che non ci sono più , di quelle identità svanite che erano sentimento comune . È strano ricordare , nel tempo , quei dettagli e quelle atmosfere che vedevamo con occhi e sentimenti diversi che solo l’innocenza d’animo e la spensieratezza ci facevano percepire . E poi , all’improvviso , come se il tempo si fosse fermato , nell’insenatura di un vecchio palazzo , quei cuccioli di gatto che giocavano spensierati in quello spazio che pareva tutto il loro mondo . Ho fatto un viaggio nel passato mentre camminavo per quei vicoli ; Grazie a quei gattini , ho ripensato a tante cose . Guardarsi intorno è vivere . Oggi non ci si ferma troppo a riflettere , tantomeno ad osservare . È un po’ come se ognuno di noi avesse dentro di se un pilota automatico , come quello degli aerei , che tira dritto senza fermarsi , con l’unico scopo di arrivare ad una meta . Guardarsi intorno è altro , vuol dire capire cosa ci piace e cosa no , ma soprattutto guardarsi intorno significa avere sensazioni , a volte brividi , ancora meglio incontrare sorrisi che non immaginavi . Mai perdere lo sguardo ma focalizzarlo , è fondamentale per me , quasi un bisogno perché mi permette di interagire con tutto ciò che mi circonda e mi rende viva . Due gatti in quell’insenatura di una di una vecchia cantina abbandonata e la mia anima ed il mio cuore hanno cominciato a viaggiare . È così che conservo e custodisco la speranza di rivedere , un giorno , il mio paese rinascere bello più di sempre , pieno zeppo di bambini , giovani e nonne fuori dall’uscio a ricamare . Le rondini nel cielo e quei gatti per la strada .
Isabella Baratta


