Estensione arbitraria di una intervista di Guccini a San Lidano e a Coletta
7 Giugno 2020IL PRETESTO
Mi manda un messaggio Franco Abbenda, mi segnala una intervista a Francesco Guccini su Il Corriere della Sera in cui dice di non essere mai stato comunista ma piuttosto socialista. Gli rispondo di getto “se sei intelligente non puoi non esserlo”. Ma nel momento stesso che lo scrivo mi pento, perchè non è così. Non è affatto così e Guccini lo spiega quando dice di stare dalla parte dei partigiani, ma interrogandosi e avendo anche letto i libri di Pisanò. Chi si ritiene intelligente, errore che mi ha preso per orgoglio, non lo è affatto è invece socialista chi ha domande generose ancora da fare. E questa considerazione la metto dentro due argomenti che seguo da giornalista, da uomo, da curioso: la questione della statua di San Lidano a Sezze e i tentativi reiterati di “suicidio politico” di Damiano Coletta sindaco di Latina.
MA COSA C’ENTRA?
Direte ma che c’entra? La prima risposta che ha dato su Guccini (sono un suo fan assoluto) era peccato di orgoglio ed è quello che trovo in chiunque si chiusa dentro la sua convinzione e non si fa la domanda prossima, diventa cercatore di conferme non esploratore di cose nuove, Bisogna farsi domande, non bearsi di aver indovinato qualche risposta prima. Devi tenere la tua parte, ma devi confermarla andando a vedere le altri parti, con i dubbi. Questa è la risposta di Francesco Guccini nell’intervista di Aldo Cazzullo sul Corriere di oggi in vista del suo 80esimo compleanno del 14 giugno:
I partigiani come li ricorda?
«C’era di tutto. Un’amica mi mostrò il tavolo bucherellato dai proiettili con cui una banda di irregolari aveva ucciso suo padre, comandante partigiano: arrivarono, bloccarono il paese, Gaggio Montano, assediarono la caserma dei carabinieri, spararono. Fu una guerra civile, ne accaddero di tutti i colori. Intendiamoci: io ho sempre tifato per i partigiani, preferivo i libri di Bocca a quelli di Pansa; però ho sempre approfondito anche le testimonianze dell’altro fronte, ho letto i libri di Pisanò».
Questa, in questa risposta, c’è la differenza, confrontare le ragioni con il torto e non stare sempre con la ragione e mai col torto. Perchè Dio muore nelle ragioni non negli umani torti che ha creato creandoci dove resta vivo
Anzi gli eversivi, come i socialisti, stanno con il torto contro le ragioni che sono di preti e padroni, mai degli ultimi. E non ci ribelliamo in nome di una ragione da sostituire a quella corrente ma per dare dignità ai torti subiti, ai torti lievito di un pensare diverso.
LA STATUA DI SAN LIDANO E I BENEALTRISTI
Dubbi, domande e valori di fondo e vengo alla statua di San Lidano a Sezze davanti ai tanti sacerdoti delle cose importanti che “ma il tema è ben altro”, “i problemi sono altri”, per non prendere posizione su nulla. Invece il problema è “solo” quello che hai davanti solo che devi capirlo, devi farti le domande devi leggere i libri di Pansa anche se sei con Bobbio, deve arrabbiarti con Pisanò per capire le brigate Matteotti o di Giustizia e Libertà. Così quella non è una statua ma il sigillo di una democrazia in cui qualcuno è più eguale degli altri, in cui esistono i padroni ed i sotto ed il popolo è olmo. Devi avere le osterie dentro per capire la libertà senza regole ma conoscere della fedeltà cavalleresca dei Paladini di Francia per essere anarchico. Quella statua è potere contro la libertà è il discrimine tra essere popolo sovrano o massa no umana. Il problema è un altro, e che altro c’è di più importante della dignità?
San Lidano sta nella fede di chi lo sente non in chi pretende statue e bestemmia il vero.
COLETTA CHE CONFONDE GIUSTIZIA CON GIUSTO
A Latina? Coletta si sente unto da un compito divino si sentire oltre, sopra, su di un altro piano e si piace così tanto che non ha bisogno dell’altro mentre senza l’altro semplicemente non siamo. Lui che “si sacrifica” a rappresentare l’idea (fare il sindaco) ma non pensa a come servire l’idea. Prima l’io o l’idea? La prima opzione è egoista, la seconda è generosa.
Questi pensieri intorno ad una intervista di Francesco Guccini, che compie 80 anni, devo chiuderlo con una preghiera perché noi, noi socialisti senza dio nel fondo di questi orpelli dell’idolatria, questo egoismo di sentirsi sopra e non eguali preghiamo la speranza così
di ogni razza e colore
dai sacri sanfedisti
e da quel loro odore
Dai pazzi giacobini
e dal loro bruciore
da visionari e martiri
dell’odio e del terrore
Da chi ti paradisa
dicendo “è per amore”
dai manichei che ti urlano
“o con noi o traditore”libera, libera, libera,
libera nos domine
da ogni sacra scrittura
da fedeli invasati
di ogni tipo e naturalibera, libera, libera,
libera nos domine
libera, libera, libera,
libera nos domine


