Le statue e l’analfabetismo alla bellezza, perchè voglio Indro e no Lidano
19 Giugno 2020Ho “detto la mia” sul posizionamento della statua di San Lidano a Sezze, oggi mi trovo dentro un tempo in cui ciascuno trova ragioni per “togliere” statue, per “maledire” statue- In tanti a Sezze spiegavano, dotti che i problemi erano altri, peccato che le statue sono l’idea i ogni problema.
Non volevo, e non voglio, la statua di san Lidano chiamandomi orgogliosamente Lidano
Non avrei imbrattato la statua di Indro Montanelli non condividendo il suo anarchico conservatorismo ma innamorato della sua capacità di raccontare che non ha eguale.
Le statue si leggono se hai l’alfabeto della bellezza e sai che la storia da oggi a ieri non fa una linea retta ma un arabesco.
Cesare era un dittatore, amante di tutti i mariti, e marito di tutte le mogli, io sto con Bruto e con il Senato ma lui sta nella storia e toglierlo dalla storia non la rende meno infame.
Sono andato a Parigi e ad ogni costo sono voluto andare a vedere il piccolo corso Napoleone, quell’imperatore dei francesi che da repubblicano e parlamentare dovrei odiare, ma se non fossi andato alla sua tomba non stavo belle con la mia coscienza perché suo è il Diritto che si capisce, suo il metro oggettivo e lo spazio non si misura con i piedi del re e sua la ragione di chiamare le strade e metterci i numeri che “non mi perdo neanche a Berlino” .
Gli imbecilli tolgono le statue con la presunzione idiota di oggi di stabilire il giusto e l’ingiusto di ieri “prenotando” un futuro senza errore che è quello immaginato dai nazisti, dai fascisti, dagli stalinisti dai totalitari di ogni risma e fattura.
In nome della libertà di pregare non voglio statue nuove, in memoria del tanto pregare della mia gente rivendico le statue che ci sono. Mi contraddico? Certamente sì, per questo sono umano e non mi piacciono i preti e chi li imita anche senza Vangelo.
Indro Montanelli sapeva scrivere, San Lidano sapeva pregare per questo siamo tutti liberi anche di bestemmiare.


