Ciao compagno Vittorio, ci hai provato a cambiare questa città. In morte di Vittorio Lepori

Ciao compagno Vittorio, ci hai provato a cambiare questa città. In morte di Vittorio Lepori

21 Giugno 2020 0 Di Lidano Grassucci

Nella vita incontri, rincontri e… saluti. Vittorio Lepori l’ho incontrato la prima volta in forza della fede nel “sol dell’avvenire”, che ci faceva (e fa diversi).

Ed era socialista nel gusto di pensare non ad oggi ma a domani, a immaginare quello che non c’era. Forse gli altri lo hanno ma per chi sta da questa parte è malattia.

Penso l’albergo quando era “raro”, pensò la televisione “quando non c’era”, i centri commerciali “quando non esistevano”. Penso oltre il presente, e non ripeteva mai quello che c’era.

Latina con lui era prima, tra i primi: la sua Telelazio era tra prime 5 tv private italiane via etere, tra le prima 10 via cavo

Latina aveva un centro commerciale, il Morbella, quando a Roma ancora c’erano gli spacci di quartiere. Lui, Nasso e Duprè l’avevano visto in Svezia il centro commerciale e rifatto qua che era anche più caldo

Lui pensava oltre ogni luogo comune e puntava sopra quello che immaginava, e vinceva.

Era una Latina che aveva il Campari rosso da far vivere la vita nel suo piacere e non nel mito della povertà passata, lui in questa città ci ha bonificati dal mediocre pensiero di essere eguali.

Poi… poi l’ho rincontrato anni dopo si era ritirato a Torvaianica, dopo aver fatto l’assessore a Pomezia con Stefano Zappalà a cui lo legava una amicizia straordinaria e rara perchè i due non erano persone facili. La sera tornando da Roma ogni tanto ci passavo, poi veniva Stefano che allora era assessore regionale e parlavamo un poco, noi due, e lui rammentava il primo amore politico come “comunanza” tra noi, come bisogno urgente e inderogabile dell’umanità di essere meglio di se stessa.

Poi quando arrivava Stefano e le sparava grandissime, mi sorrideva con il sorriso che sanno fare gli amici agli amici nel percorso di accentuare le cose che abbiamo dentro, come a dire “è fatto così”. Il bello è che anche Stefano se ne accorgeva e ci rideva sopra.

Poi ci salutavamo: “Lì, ma passa ogni tanto. io sto sempre qua”.

E Latina? Mica era così lontana, era una città che avevamo pensato grande e ora faceva vanto di essere un incrocio di strade: aveva l’Appia e si vantava di un canale.

Ciao compagno Vittorio, non sono più passato e ora un poco, ora, ci sto male. Eri la Latina che poteva essere.

Un garofano rosso ti accompagni quando vedranno che lo indosserai capiranno che si tratta di un galantuomo.

 

Ho scelto questa foto di Vittorio perchè lui era che… pensava al futuro e il futuro è sempre un nipotino

Vittorio Lepori era nato nel 1942, aveva compiuto 78 anni due giorni fa, il 19 giugno.