Insonnia

Insonnia

23 Giugno 2020 0 Di Lidano Grassucci

Mi perdo se mi incontro, dubito se trovo, non possiedo se ho ottenuto. Come se passeggiassi, dormo, ma sono sveglio. Come se dormissi, mi sveglio, e non mi appartengo. In fondo la vita è in se stessa una grande insonnia e c’è un lucido risveglio brusco in tutto quello che pensiamo e facciamo.
Fernando Pessoa

 

Questo notte è stato un tormento, gira che ti rigira era dolore ogni volta e anche la rivolta faceva male. Quando è così hai tempo per avere paura. Se finisco qui? Gira e volta, gira e volta si inizia a sudare. Ma dove dovrei andare, cerco pace da me, la pace non è cosa facile perchè si nasce con l’urlo di prender fiato e dici che vuoi stare qua. Pare a me non sia toccato, silenzioso per capire se c’era posto in questo mondo per chi come me lo cerca. Ma mica è raro lo fanno tutti: ladri, farabutti, finti buoni, saggi ignoranti e grandi pensanti.

Ma che posto è il mio. In che pensiero mi sono imbattuto, quanto fa male il collo, la testa, la minestra con la sua rima dovrebbe aiutarmi a dormire. Sapete la notte per “trapassare” dal vero a Morfeo mi invento storie

Ho letto millanta storie di cavalieri erranti,
di imprese e di vittorie dei giusti sui prepotenti
per starmene ancora chiuso coi miei libri in questa stanza
come un vigliacco ozioso, sordo ad ogni sofferenza.

(Don Chisciotte, Francesco Guccini)

E mi faccio inutile eroe per prender sonno, fin da bimbo quando pregavo per i gatti che mi lasciavano o mi faceva compagnia la radio a transitor con il teatro solo parlato da quell’apparecchio e la scena immaginata. Così l’abitudine di volare dove avrei dovuto sostare. Faccio sempre la figura dell’eroe senza macchia e senza paura in sostituzione di mille viltà, piccoli banali pensieri, il presonno lo invento io è l’incubo dopo che mi dona pesante Dio che altro non è che la mia angoscia metropolitana che, per me, contadino è alienazione da me stesso.

Se guardo dall’altro mi si stringe la pancia, i nervi fanno friggere la vita. Cose così da notti insonni, notti di paura. Notti che vengono poi vanno via nella quotidiana banalità di vincere la paura di starci. E mi sono gettato giù senza buttarmi.

O no? O guardi un poco da fuori di te, come se tu fossi altro da te e allora dici, forse è il caso di farlo meglio questo vivere perché l’incertezza è il quando non esiste il se e nel mentre serve l’estetica del vivere, vivendo senza inseguire il sopravvivere