Il sindaco di Latina? “Tu chiamale se vuoi… emozioni”

Il sindaco di Latina? “Tu chiamale se vuoi… emozioni”

26 Giugno 2020 0 Di Lidano Grassucci
E guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere
Se poi è tanto difficile morire
E stringere le mani per fermare qualcosa che è dentro me
Ma nella mente tua non c’è
Capire tu non puoi
Tu chiamale se vuoi emozioni
Tu chiamale se vuoi emozioni
Lucio Battisti, emozioni
Non amo Battisti, ma questa canzone suona in testa, risuona quando cerco di leggere il mondo. La canzone non parla di politica ma della cosa che più ci si avvicina, l’amore. Ecco l’amore è la cosa che rende la politica diversa dall’amministrazione, è la cosa che fa risolvere alla politica cose che non può la ragione, cose davanti a cui la ragione si ferma.
Le parti politiche di Latina cercano un sindaco, il sindaco che c’è cerca se stesso, ma tutti, dico tutti, non si emozionano. Perché il discorso, per me, non è sul cavallo ma sulla pista, sul premio e su come appassionare pubblico e scommettitori. Bisogna dare un brivido alla donna con la veletta, al signore col cilindro come al nipote del buttero che ama i cavalli perché li cavalca a pelo, o al contadino che a casa il cavallo lo tiene, ma da tiro o chi, come me, conosce l’umiltà testarda del mulo.
Si comincia dalla suggestione, dalla emozione, poi se c’è, come è, farà la differenza.
Venezia era città nata per paura che veniva dal mare, è diventata la padrona del mare: si è suggestionata facendo di un limite una possibilità. Genova era stretta alle spalle, terra sputata al mare, ma lo sputo ha cominciato a navigare con “superbia”.
Suggestioni, io farei una riunione sulla suggestione che può essere banale o mostruosamente lunare, ma così farei… Fitzcarraldo forse era dentro una impresa folle, portare la lirica in Amazzonia, ma non è rimasto anonimo nella storia. La 7 ci ha chiesto di Latina, ci ha chiesto l’immagine di Enrico Mattei che inaugurava la centrale nucleare di Sabotino, una grande suggestione che ha trasformato impauriti coloni, in audaci operai, in incredibili muratori, in uomini del domani. Certo la lirica in Amazzonia non andò bene, la centrale poi si fece paura ma mica conta, conta che abbiamo toccato con mano che è possibile cambiare il destino.
Certo poi siamo rinculati al passato, la bonifica, i littoristi, i termalisti, gli autostradisti, i girociclisti. Tutti a chiedere quello che c’e già stato nel resto del mondo nessuno a immaginare quello che servirà nel prossimo mondo.
Io comincerei da qua, poi le suggestioni, le emozioni, avranno facce e corpi umani, ma volete mettere l’idea collettiva di un sogno? Volete mettere pensare che è possibile uscire dalla banalità?
Pensare non alle piste ciclabili che da nulla vanno a niente, ma corse con le biciclette che portano dal bello al sublime, dal mare a Ninfa. Far partire un treno che da Latina per andare a Roma passa per Bassiano, Cori e poi si fa i Castelli. Perchè tra due punti il tragitto più rapido spesso è l’arabesco, intanto li dove si può correre veloce farlo ancora di più: una linea per la fretta lenta, una per la lentezza rapidissima.
Una suggestione e poi le cose… come diceva Pietro Nenni: fai quel che devi accada quel che può. Noi abbiamo il dovere della suggestione aggiungendo idee e persone mai sottraendo.