Lessio subì pressioni per tagliare l’erba, ora siamo alla farsa. Neanche la Madonna ci può salvare

Lessio subì pressioni per tagliare l’erba, ora siamo alla farsa. Neanche la Madonna ci può salvare

27 Giugno 2020 0 Di Lidano Grassucci

Può un maestro essere accusato di pressioni perché insegna?

Può una madre essere accusata di amare il proprio bimbo perché lo ama?

Ho ringraziato la Madonna per aver tolto dall’amministrazione di Latina l’assessore Roberto Lessio: lui lì, in giunta, al Comune era come un igloo nel deserto del Gobi, come i peperoni nella Saint Honorè. naturalmente che ci fa brutta figura non è lui, lui è se stesso, ma chi lo ha scelto. “Dimmi con chi vai, ti dirò chi sei” diceva mia mamma, io aggiungo dimmi chi nomini e…

Detto questo il nostro uscito dalla giunta ha detto, con un coraggio raro, quel che quando era in giunta non osava neanche pensare: lui Lessio, sarebbe stato oggetto di pressione dai suoi colleghi di maggioranza. Pensate i consiglieri di Lbc gli facevano pressione per tagliare l’erba, per pulire li dove l’incuria regnava. Cioè facevano il loro lavoro, facevano i consiglieri.

Il poverino, intendo Lessio, ha resistito eroicamente a queste prepotenze e non ha tagliato l’erba, non ha pulito. Non lo ha fatto per incapacità ma perchè è un galantuomo e non si fa mettere le mani in testa da nessuno. Sapete il marito che si evira per punire la moglie?

Pensate a Francesco Giri e alla Valeria Campagna che vanno da lui e lo pressano… minacciosi: “Roberto l’erba è alta, la possiamo tagliare?”. Ma li avete visti? Fanno paura solo a passarci vicino. Al Capone al loro confronto è un agnello mandato da dio. La fisiognomica dei due ragazzi avrebbe inquietato Lombroso, invece lo avete visto Lessio in volto da l’idea di velocità, resistenza, allegria.

Bene ha fatto Lessio a reggere, a denunciare, a portare a conoscenza di tutti che lui non si piega è tutto di un pezzo. Un pezzo unico.

Pensavo ad un assessore all’ambiente invece avevo davanti un  eroe. E l’erba alta alla Q4? E’ un monumento a memoria della malapolitica, alla prepotenza, delle pressioni, rimane così a monito.

La politica è governo della città, ma la prepotenza no.

Il ricatto del taglio dell’erba non si può sopportare, è inaccettabile. Ci faranno pure una interrogazione parlamentare, quelli della lega, e non  ci si crede, ma che volete la spirale del cretino mica la fermi. Avevo ringraziato la Madonna per la “perdita”, ora andrò al Divino Amore per salvarmi da tutto questo: la prepotenza del taglio dell’erba non si può sentire.

Fuori dall’ironia chiedo scusa a Valeria Campagna e a Francesco Giri e per loro a tutti i “pressanti”, ci sono cose che allontanano i normali dalla vita politica, la politica ragazzi non è questo, non può essere questo.

LA NOTA DI VALERIA CAMPAGNA

Apprendo dai giornali che la Lega di Latina ha chiesto ai propri parlamentari di presentare una interrogazione al Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, sulle affermazioni dell’assessore Lessio riguardanti presunte pressioni sul suo operato da parte di noi consiglieri di maggioranza.

Siamo in un momento molto complicato per il nostro Paese, momento che investe anche la nostra città. Mi auguro che i nostri parlamentari abbiano di ben altre cose di cui occuparsi. Abbiamo già spiegato, e lo faremo ancora, che la questione non si pone. Riteniamo che segnalare questioni di pubblico interesse rimaste irrisolte, potesse essere di aiuto all’ex assessore e ad una corretta amministrazione della città.

Rimango davvero basita di fronte alla volontà di strumentalizzazione dei sovranisti pontini e per il loro scarso collegamento con la realtà: la città avrebbe bisogno di proposte più concrete e, dopo gli scandali legati ai presunti rapporti con la criminalità organizzata, proprio loro vorrebbero dare lezioni su quelle che hanno definito “condotte improprie”. È in questo modo che pensano di tornare al governo della città?

Valeria Campagna, capogruppo LBC