San Lidano, è quasi il suo giorno: sarebbe bello pregarlo non ostentarlo

San Lidano, è quasi il suo giorno: sarebbe bello pregarlo non ostentarlo

29 Giugno 2020 0 Di Lidano Grassucci

Tra poco è San Lidano, intendo la sua festa. Un santo discreto che non ama l’isteria, santo di un mondo contadino di piano che dio lo intuiva e capiva poco. Ecco questo popolo che intuisce ma non capisce è rimasto nel dna della politica lepina, setina. Non c’è un problema di devozione, non ci saranno nuovi santi o nuovi eretici, qui parliamo di arredi urbani. Ecco la lettere dal popolo (il comitato del belvedere) che intuisce ma non capisce perchè la soluzione è un purgatorio delle statue: la statua di Lidano non sarà lì, ma neanche altrove. sarà lì non essendoci, se si vedrà sara come la fata Morgana a Messina… effimera.

Nella discussione mi dispiaccio che in comune non ci sia stato un laico a difendere la Sezze laica, ci si rassegna davanti al delirio dei devoti, ai cultori dei feticci. Pendo atto, ma bisogna pur decidere che fare di quella stata, le soluzioni sono tenute più segrete dei piani di invasione della Normandia. Leggo, ora distratto questo fatto, rassegnato all’idea che se l’amministrazione è presa d’atto di atti è inutile. Hanno pensato che un piazza fosse un vis a vis dove poggiare i soprammobili e uno grande come tutto lo specchio che la bella non può più pettinarsi guardadosi.

Non ho nostalgia, non cerco di mettere in frigo il mondo che fu, ma mi preoccupo del male che sarà, di quel santo che porta anche il mio nome e rischia di diventare una devastazione. Per avere metà del mio gregge avrei rinunciato a San Pietro, non avei fatto merce dei biglietti per stare in paradiso, avrei raccontato con grandi parole di un Dio piccolo e non messo timore con grandi cupole. Capite che sono di un’altra schiera non entro nel modo di pregare, ma segreti e prepotenti non mi piacciono anche se sono di penitenti. Lascio a voi la parola, tanto parliamo di futuro e a quelli come me ne resta poco dopo che ne hanno sognato troppo. (L.G)

LA LETTERA DEL COMITATO AL SINDACO

Abbiamo assistito attentamente alla diretta Facebook dell’ultimo Consiglio Comunale del 10 giugno, in particolare alla discussione sul punto relativo al cantiere del Belvedere. Abbiamo ascoltato l’intervento a sorpresa del Sindaco in apertura, che ha subito proposto una variante al progetto originario con l’eliminazione del basamento e il posizionamento della statua a livello del terreno, Santo tra gli uomini. Su questa proposta e sull’intero iter dei lavori privati al Belvedere (e sul dono-non dono della statua alla comunità) sono intervenuti diversi consiglieri comunali, sia di maggioranza che di minoranza, abbiamo ascoltato tutti gli interventi con attenzione, nessun assessore si è espresso.

Dopo una sospensione del Consiglio richiesta dai consiglieri di maggioranza, ecco un‘altra sorpresa: il Sindaco ha comunicato di aver raggiunto un accordo di massima con la sua maggioranza consiliare, ma non sul progetto o sulla variante da lui proposta, ma su un’altra ipotesi di posizionamento della statua, che però non è stata resa pubblica. A quel punto, dopo varie proteste della minoranza, in conclusione dei lavori è stato votato (ed approvato dalla maggioranza) il ritiro della proposta di delibera preparata dagli Uffici comunali competenti. Non neghiamo una certa soddisfazione nel prendere atto che l’ipotesi di percorso risolutiva dell’annosa questione sia stata ritenuta improponibile anche dal Consiglio comunale. Anzi, cogliamo l’occasione per ringraziare i consiglieri che pubblicamente hanno espresso disapprovazione e perplessità sulla proposta di delibera, facendola di fatto ritirare, bocciando così definitivamente il progetto statua al Belvedere.

All’indomani, il Sindaco Di Raimo, sul suo profilo FB personale, ha tenuto a far sapere il suo pensiero: “Ieri pomeriggio in consiglio comunale, al di là dei momenti un po’ aspri e dei naturali e legittimi giochetti di alcuni, gli amministratori di questo comune hanno dimostrato di sapersi confrontare e di avere a cuore il rispetto del paese, del territorio, dei cittadini e della loro cultura. Con o senza statua, al centro o a sinistra, con piedistallo o senza, la piazzetta del belvedere va restituita al paese e senza perdere ulteriore tempo. Sono aperto a tutte le soluzioni purché si faccia presto”. Finalmente, meglio tardi che mai! “La piazzetta del belvedere va restituita al paese e senza perdere ulteriore tempo”, ci fa piacere che ora lo pensi e lo scriva anche il Sindaco, lo stesso che aveva sempre sostenuto a spada tratta il progetto originario, anche di fronte a tutte le obiezioni e le criticità sollevate sull’intera vicenda. Adesso siamo in molti a ritenere che la priorità irrinunciabile è il ripristino del Belvedere e la conseguente restituzione del luogo e della Piazza alla comunità tutta, magari con la contemporanea creazione dell’area a parcheggio vietato o limitato. Ora ci aspettiamo coerenza, non è più l’ora dei giochini e dei tatticismi della politica, entrino in campo i tecnici. Il Belvedere – questo ci sembra sia uscito dal Consiglio – non è il luogo idoneo per posizionare la statua; si pensi pure a un sito alternativo, nel rispetto delle leggi vigenti, sempre che la statua sia stata acquisita al patrimonio pubblico.

Spettabili funzionari tecnici e dirigenti, questo Comitato si aspetta adesso che l’Amministrazione comunale si adoperi al più presto e senza tentennamenti, tenuto conto della “bocciatura” formale della proposta di delibera in Consiglio, affinché il desiderio del Sindaco, lo stesso di questo Comitato e di gran parte della città, sia finalmente assicurato con ogni mezzo legale consentito. Belvedere libero!! Il cantiere privato, dopo ormai 20 giorni dal Consiglio e circa 400 dall’inizio lavori, è ancora nello stesso posto, sempre più inguardabile, immobile a deturpare l’area e limitare la visuale.

Come cittadini auto-costituitisi in Comitato Belvedere a difesa dell’integrità di quel bene pubblico storico, Vi chiediamo, per quanto di rispettiva competenza, professionalità, responsabilità e dovere ai sensi delle normative vigenti, di intervenire urgentemente con i necessari e non più rimandabili provvedimenti, affinché tutta l’area pubblica del Murodellatèra torni libera e fruibile, restituita finalmente ai cittadini e turisti che vorranno tornare a godere di quell’inimitabile affaccio sulla Pianura Pontina.