Lessio contro Giri, ma Coletta con chi sta? Da capitano a caporale di giornata

Lessio contro Giri, ma Coletta con chi sta? Da capitano a caporale di giornata

4 Luglio 2020 0 Di Lidano Grassucci

Francesco Giri è il segretario di Latina bene comune e consigliere comunale eletto dal popolo, Roberto Lessio era assessore “eletto” da Damiano Coletta. Il secondo accusa il primo di “pressioni” atte a “costringerlo” a tagliare l’erba, con l’aggiunta del dispetto di aver cambiato le coordinate del conto bancario impedendogli di pagare le quote al movimento.

Coletta è il sindaco, è quello che Giri ha contribuito ad eleggere e Lessio ha contribuito (si fa per dire) a far governare. Lui da che parte sta? Se ha ragione Lessio (è una ipotesi retorica naturalmente, Lessio ha torto sempre non avendo ragione proprio) deve “sospendere” le prepotenze reiterate del temibile Giri e aprire un confronto nel movimento, se ha ragione Giri deve dire che Lessio dice “idiozie” e che essere sollecitato a fare l’assessore è compito del consigliere comunale e non prepotenza.

Invece? Il suo predecessore Vincenzo Zaccheo avrebbe detto: mi risponde un silenzio assordante.

Non è cosa da poco, è l’essenza del progetto politico di Coletta: se Lessio ha ragione (si fa per dire) ci sono “pressioni da taglio dell’erba” che fanno “rabbrividire”. Se, come è, Coletta capisce bene l’assurdità delle accuse ha scelto come assessore una “assurdità”.

Capisco che come fa deve fare ammenda, ma non fare è grave davanti all’opinione pubblica.

Da che parte sta? Nei periodi infami del giustizialismo Bettino Craxi rispose di cose assurde perchè “non poteva non sapere”. Ora Coletta non poteva non sapere delle “prepotenze” di Giri, o della “inadeguatezza” del suo assessore.

Un capo che non sta nello scontro, che omette, si può far anche chiamare capitano ma non è manco caporale di giornata.

Morale della favola: per fare politica ci vuole il fisico e per fare il capitano ci vuole l’accademia