Quel clerico ritorno tra statue e moschee, da San Lidano a Santa Sofia
12 Luglio 2020I tempi ti coinvolgono a tua, a nostra, insaputa. Ci sono stati tempi di ragione, prima tempi di paura, poi tempi di simboli e tristi tempi di religione. Quando la religione esce dall’anima e si fa “simbolo” nubi nere si addensano per l’umanità che non dispone di ombrello. Ho seguito un episodio, se vogliamo marginale, ma se, altrettanto vogliamo, tanto dentro questo tempo.
I preti “donano” una statua alla comunità di Sezze, quella di San Lidano. Decidono sia il dono a lor piacendo e anche il suo uso, alla loro simbologia.
Da laico mi batto contro il dono nel suo veleno, perchè sottende il potere del donante. Altri si oppongono per estetica, altri per ubicazione, altri per difesa dei propri spazi. Tutte cose ragionevoli, come è “razionale” il disegno dei preti: torniamo a Pio IX e al papa re.
In questi giorni leggo che Erdogan il neoislamista capo della Turchia vuole fare di Santa Sofia, l’antica chiesa cristiana, una moschea come era prima di Mustafa Kemal (oggi è , era, un museo). E’ una scelta simbolica di una politica in cui la Turchia torna ad essere la guida di una fede nella sua espansione . Vedete le cose non sono casi che capitano a caso, ma figli di movimenti profondi del tempo che corre.
Il capo dei turchi rivendica la Istanbul islamica, e cancella la Costantinopoli romana, cancella la Bisanzio greco ortodossa, e ne rivendica l’esclusiva ad una sola visione della città. Una slaicizzazione della politica per nostalgie neo-teocratiche.
La statua lì è dire che non c’è stata la Sezze risorgimentale, la Sezze socialista, la Sezze della prassi riformista comunista, la Sezze del riscatto nella conoscenza, ma c’è solo la Sezze delle mille chiese, della Fede manifesta. C’è solo Sezze papalina in sottoveste. Si cancella la Sezze che stava con la repubblica romana, con Garibaldi, Mazzini e si restaura quella che stava non con gli zuavi.
Di questo parlavo e parlo, magari sarò solo o con qualche pazzo nostalgico di quel laico pensiero che lasciava la fede all’amore che hai dentro e faceva in piazza il luogo della libertà dal bisogno.
E di questo non chiedo scusa a San Lidano di cui con orgoglio porto il nome perchè lui di se non fece monumento, ma lavorò per cambiare il mondo e non per far genuflettere i suoi fratelli.
E quando tornano i preti con le loro sicurezze a prescindere da come pregano per gli umani non è mai cosa buona.


