Furto a casa di Titta, ma non se po ruba lo commannà

Furto a casa di Titta, ma non se po ruba lo commannà

16 Luglio 2020 0 Di Lidano Grassucci

Tentato furto a casa di Titta Giorgi in pieno centro a Sezze, presi i “quasi” ladri.

Rubare a Titta? E’ come rubare l’acqua al centro del laghetto delle Mole Muti. Dice… vedete ci sono cose che sono, altre che sono solo per assurdo. Non si può rubare a Titta perchè Titta è “sociale”. E’  una traslazione in salsa comunista del francescanesimo. Lui ha un “saio” e basta, perchè altro non gli serve avendo “di serie” la capacità di “governare”, “comandare”. Lui “commanna”, e come lo rubi? Con che mezzo lo trasporti il bottino?

Titta prende la tradizione cattolica setina, la condisce con la giustizia sociale, la macera in una intelligenza rara e ne viene forte una “via tittista al socialismo” che manco ha bisogno di statue… è.

Chi ha rubato non sapeva, che la sua ricchezza è altra. E’ in quel modo di fare, di stare al mondo che ha fatto il bene e il male di una comunità che lui ha interpretato coniugando Guido Bernardi con Sandrino Di Trapano. Sintesi impossibile come è impossibile il volo del calabrone che pure vola ed è evidente.

Li hanno presi i ladri, ma Titta non avrà difficoltà a perdonarli perchè lui conosce l’incredibile di essere se stesso anche quando è difficile e facendolo si capisce che ha “potere di grazia”.

Lo commannà non se po rubà