Steward da spiaggia e cigni di mare, come accogliere i turisti

Steward da spiaggia e cigni di mare, come accogliere i turisti

2 Agosto 2020 0 Di Maria Corsetti

La notizia per me era così inutile, se non fastidiosa, che l’avevo rimossa dalla memoria.

Non mi ricordavo dell’esistenza, degli steward che, sul Lido di Latina, avevano il compito di “vigilare sul mantenimento della distanza di sicurezza tra i bagnanti ed evitare che si creino assembramenti in spiaggia”, come da comunicato stampa del Comune del 22 giugno. Sulla scia anche dell’ironia nazionale (ma quella era sui volontari che dovevano predicare bene nella movida), avevo classificato la questione come una “boiata pazzesca”, reputando cosa magnanima non parlarne. Perché, per me, praticamente non erano né bagnini, né spiaggini, dovevano solo stare lì a dire «non vi ammucchiate».

I passi indietro si fanno e li faccio volentieri. Il merito non va tanto all’idea, ma a come viene messa in pratica l’idea. Cioè a come questi ragazzi hanno interpretato il loro ruolo.

Un paio di mesi di contratto con la cooperativa che ha vinto il bando del Comune, con turni di sei ore 08/14 – 14/20: potevano fregarsene di lavorare che tanto è più complicato licenziarli che tenerseli per un tempo così breve, sia pure a fare niente.

Però questi ragazzi ci hanno voluto credere e dalla mattina alla sera pattugliano la spiaggia da Rio Martino a Foce Verde. Sorridenti, alcuni giovanissimi – una ragazza ha sostenuto l’esame di maturità quest’anno, un ragazzo deve ancora fare il quinto liceo – si avvicinano ai loro coetanei che magari hanno iniziato a tirare calci a un pallone: «Per cortesia, si può giocare solo in acqua». Oppure al pescatore che sta attrezzando canne e mulinelli: «Mi raccomando, si può dopo le 19». Vanno in acqua a richiamare il tellinaro che sta ruspando il fondo in orario non consentito, chiedono alle famiglie un po’ troppo numerose per essere tutti congiunti, di distanziarsi a dovere.

Corrono per aiutare un’anziana che sta arrivando con la sua sdraio sottobraccio, alla fine diventano amici del popolo della spiaggia libera che a Latina è piuttosto numeroso, considerati i chilometri a disposizione.

Il popolo della spiaggia libera a Latina sceglie questa soluzione non perché faccia radicalselvaggio, ma più semplicemente perché è molto facile accedervi (a parte le passerelle mortali, ma quelle sono una sorta di dissuasori per il turista, noi del posto sappiamo come aggirare l’ostacolo), il mare è trasparente e la sabbia pulita. Un ombrellone lo sanno piantare tutti (e comunque gli steward non si tirano indietro se vedono qualcuno in difficoltà), per una bevanda fresca c’è il food truck.

Non conosco la cifra impegnata per gli steward, ma  è positivo che siano state messe a disposizione somme per dare lavoro, per creare lavoro, come si diceva una volta. È positivo che ci lavori il liceale e l’uomo un po’ più grande, purtroppo disoccupato. È positivo che si lavori all’aria aperta e che si offra un servizio. È positivo che gli abitanti di Latina sostituiscano il loro slogan preferito “città di m…..”, con un “emmo’ pensa se abitavi a Frosinone. Ma anche nella magnificente Roma, dove non hai il mare a dieci minuti di auto da casa.

È bello avere una spiaggia con il sorriso. Rimettere a posto le passerelle? Forse è meglio rimuoverle del tutto – lasciandone solo qualcuna con lo scivolo per i disabili – bonificare da chiodi e schegge di legno e tornare alla discesa in mare vecchio modello, attraverso i sentieri tra una duna e l’altra. Se serve una mano, ci sono gli steward.

Ma adesso la vera domanda è: quali strategie metteremo in atto per allontanare i turisti? Con questi ragazzi così attenti rischiamo che si sparga la voce, che appena a nord di Sabaudia ci sono dune bellissime, con la sabbia più scura, ma con il mare ugualmente trasparente. Rischiamo che si sappia che qui il parcheggio costa di meno e che ci si può arrivare in piena sicurezza in bicicletta.

Per evitare l’arrembaggio dei turisti è stata messa in atto l’operazione cigno.

Una famiglia di ben sette cigni in settimana dal Lago Fogliano ha fatto una vacanza al mare. I bagnanti, deliziati dalla loro compagnia, gli hanno offerto  la pizza rossa. I cigni hanno gradito anche se per loro sarebbe un’alimentazione scorrettissima e pericolosa, meglio una foglia di insalata. Però la pizza è più gustosa, anche se sei cigno. Erano sette e un cigno ha le dimensioni di un cane di taglia media. Non appena una di queste sette meraviglie avrà qualche urgenza intestinale in spiaggia, da nuvola bianca si tramuterà in lurido pennuto. Se pensiamo al danno che fa la deiezione di un uccellino minuscolo, fatte le dovute proporzioni, non devo aggiungere altro.

A proposito di alimentazione scorretta: seriamente sarebbe il caso di evitare pizza, pane, dolci. Non solo perché si compromette severamente la salute del cigno, ma anche perché rischia di farlo diventare aggressivo nei confronti di chi poi non vuole spartire la merenda.

E che, alzandosi in leggiadro volo, lo storno di cigni sia colto da un attacco di colite. Magari in testa a un turista.