Storie/ Una giornata al mare o forse dovrò restare

Storie/ Una giornata al mare o forse dovrò restare

2 Agosto 2020 0 Di Lidano Grassucci

Fa caldo, l’afa impera la cicala canta e con le amiche fa il coro… sul ponte sventola la bandiera bianca: c’è anche questo covid ad uccidere la speranza. La televisione conta  morti, malati, crisi e devastazioni. Le pubblicità ti chiedono solidarietà a malattie rarissime e pare un lazzaretto.

Ora è tutta una paura, la tensione ha mille e mille ragioni. C’è chi vede invasioni, chi vendette di Dio, chi sente già il fiato dell’apocalisse. La politica sta sempre in crisi e “qui nessuno fa niente”. L’andrà tutto bene di marzo è il terrore di oggi. E moriremo tutti, questo è certo, ma uno alla volta e ciascuno per il suo verso.

Poi… poi se ti sposti un poco c’è il mare, il vento è piacevole, l’acqua ha quel fresco giusto per fare avventura il primo tuffo, poi è brodo.

I bimbi fanno le buche, il cane vuole giocare anche lui con la palla e le nonne sono preoccupate di ogni respiro del nuovo nipotino che sarà loro in questo mondo per anni.

Qualcuno si da il primo bacio, qualcun altro saluta per la signorina che passeggiando ricorda che ci si può illudere un poco, ma è solo uno sguardo.

Un signore d’età ma “muscolato” si tuffa e va lungo, lungo è un punto lontano. Spera di esser visto e ricevere il complimento sull’età. Eroe di sua propria mano.

La signora bianco latte si premura di salvare la pelle, un’altra di quelle che conoscono il mare sa come farsi guardare ed ha la sua soddisfazione. L’ometto con il borsello dal passo rapido cammina quando mai in città ma qui lo fa senza avere idea di dove va, e non essendoci incroci e curve, mica ti si perderà… ma manco si potrà trovare.

Il mare fa le sue onde, piccole, un pesce “babbeo” salta e chi lo vede dice all’altro: “hai visto che salto”, l’altro guarda e vede solo il riflesso del sole.

Solo i bambini e le onde qui non stanno fermi mai, gli altri mano a mano assopiscono. Una signora legge assorta forse un romanzo, forse una storia, forse cerca memoria e sente il sole sulla pelle che lo riconosce e non gli fa più niente.

Il fotografo di questo piccolo mondo cerca conforto in quelle figure alla sua pressione di 1000 cose che stanno nell’aria, capita a chi è nato torto e trova ogni cosa al suo rovescio che diritta non va mai. Con i piedi scava un canale ci mette le gambe e guarda la televisione che trasmette il mare.

I venditori ambulanti sono ora più timidi ed hanno la mascherina, booo.

Ora son solo a ricordare
E vorrei poterti dire
Guarda che luna, guarda che mare
Guarda che luna guarda che mare

Come tanti Fred Buscaglione spensierati. Domani forse piove.