A Bassiano la mostra di Vinicio Costantini, l’alfabeto delle “mani”
6 Agosto 2020
Vinicio Costantini è un mio amico d’infanzia, e di adolescenza. Poi la vita porta ciascuno per la sua strada, strada che fai tanti chilometri e mentre la percorri ti si affollano facce nuove e… stringi tante mani.

La vita non è un passo diritto nella montagna, ma fa arabeschi e in questi, a volte, ritrovi, ti ritrovi. Vinicio mi scrive e mi manda il manifesto di un suo evento programmato per il 12 agosto a Bassiano. Gli scrivo: “ti scrivo un pezzo, ma cosa esponi?”. Lui un poco si ritrae, poi mi manda un “album” di opere e comincio a capire. Da ragazzi siamo presi dallo scoprire il mondo e non lo ordiniamo, siamo eccessivi, abbiamo fame di vita e ci sentiamo immortali. Poi…
Entro nelle mani di Vinicio, le opere d’arte sono belle o brutte non per la loro perfezione formale, per le proporzioni, ma per la loro capacità di evocare. Di entrare, mani, nello stomaco e tirare fuori le emozioni che covavano. Mani di levatrice che mette al mondo una vita che non c’era, speranza del mondo che verrà.
Le sue mani avvolgono delicati cuccioli, o abbracciano, o prendono anelli di amori. Mentre scorro le mani, esco dal book e comincio a pensare da quel punto di vista la vita mia…
Le mani di mia madre che cuce abiti da sposa;
Le mani di mio nonno che erano cuoio e “cucivano” piante a frutti, e governavano bestie anche umane;
le mani di mia nonna a stendere la sfoglia ad avvolgerla e tagliarla veloce veloce con il coltello, sull’arcone;
Le mani che ho stretto ad assistere il dolore.

Vinicio stacca tutto il resto e fa un alfabeto di mani, io lo giro nella mia storia. Lui fornisce le lettere, poi ciascuno scrive quel che sente, quel che ricorda. Sono sensibili le mani di Vinicio hanno nervi, sono forza trattenuta, sono consapevolezza, sono misericordia.
Le mani larghe sulla schiena per un abbraccio. E’ una galleria, una lunga galleria. Mi ha coinvolto tanto che ora guardo le mie mani sulla tastiera per questo scrivere di mani.

Non mi aspettavo tanta delicatezza in una forza incredibile: un uomo, forse un sacerdote, porta all’altezza di mani giunte un crocefisso, le mani sono “antiche”, “vissute”, “abbandonate”. Come una goccia d’acqua fermata nel momento che scende su di una pianta che ha sete. Una sintesi di una civiltà, e quel pezzo di corpo disteso è mio nonno in quel passo, è tutti i nonni in quel passo, è un ponte. Vinicio sa che non ho il dono della fede, ma ho profonda la sua educazione che mi fa leggere l’amore che c’è in questa “lettera” del suo alfabeto.
Una mostra da vedere, ringrazio Vinicio per avermi scritto e il tempo che passa talvolta ritorna.
EVENTO
Mani, di Vinicio Costantini
Palazzo municipale di Bassiano
da mercoledì 12 a domenica 16 agosto


