De amicitia

De amicitia

19 Agosto 2020 0 Di Lidano Grassucci

 Essere liberi è passare la maggior parte del tempo della nostra vita a fare quello che ci piace.

Pepe Mujica, ex presidente dell’Uruguay

 

Fa caldo, troppo. Faceva caldo tanto, per tanto tempo, in tempi lontani che ora pare strano. Strano, molto strano che ci sia la possibilità di perdere tempo, un lusso straordinario. E un’altra cosa non puoi comprare l’amicizia che per esistere ha bisogno di tempo da perdere. E’ un giorno e, come fosse, normale tre amici si ritrovano, senza appuntamento ma perchè condividono anche i luoghi, si incontrano non per ragioni, ma per piacere. Se manca il quarto, lo chiami al telefono e ridi di lui con lui. Conosci vizi e virtù e lo sfottò si fa ragazzino non senile. Ogni gesto è letto, ogni cosa ha la sua memoria e ogni cambio è percepito. Perché siamo qui? E cosa volete che ci freghi, ci siamo già stati. La gente intorno ha facce strane, noi ridiamo in lingue segrete come quelle che scopriva Indian Jones dietro qualche magia. C’è chi cammina piano, chi guarda lontano, chi “tocca non ce ne iamo” perché bisognerà pur tornare, ma nessuno ha voglia di “conquistare” il tempo ma tutti e tre di “perderlo”.
Chi ci riconosce non nega… ma ancora insieme? Passa una ragazza che guarda la bizzarria nostra, in realtà lo sguardo è alla vetrina dietro, ma questo basta per farci sentire quello che ci illudemmo di essere sempre stati: belli e impossibili, ma perché imbranati.

Il tempo corre, al bar gli astanti hanno fretta. Noi ci sediamo, l’ordinazione è uno spettacolo tra senili dimenticanze, spirito goliardico, e malattie su cui scherzare per esorcizzare. La cameriera ride di gusto per questa recita maldestra ed ha la pietas che si ha con gli “anziani” che indossano profumi da bambini che sono.

C’è una pubblicità delle caramelle Haribo, un serissimo consiglio di amministrazione in cui i manager davanti alle caramelle tornano a parlare come bambini. Noi no, noi torniamo ragazzi timidi e dispettosi e fuor d’obbligo con la vita. Ora è tempo di tornare, ciascuno al suo destino, ma nessuno convinto che finisca qui il cammino e al prossimo gusto di perdere tempo, passano indaffarati seri e li guardiamo con pietà non hanno niente che sia paragonabile a questo tesoro a tempo perso.

Potrei metterci i nomi: Enzo, Gianni, Damiano o Lidano, ma non sono i nomi che contano ma le impressioni e nel tempo che viene gente seria ti spiega la vita a te che la vivi infinita con gli amici a perdere tempo.

Ci vediamo domani… ma no giovedì… ma che dici, sabato stiamo insieme. Tanto sarà solo domani. Fa caldo, loro sudano, loro hanno sudato la fatica delle vittorie, la supponenza di capire, noi non abbiamo parlato di un cazzo ed è bellissimo. E la rivoluzione? Qualcuno si preoccupa per i nostri impicci giovanili e la rabbia in corpo che non neghiamo, ma mo fa caldo, alla rifrescata verso ottobre. Ma poi si può morire, si deve uccidere, in fondo perdoniamo e qualcuno ha ordinato un caffè, il cappuccino è squisito e il dolce sa di cannella, la ragazza ride ancor prima di avvicinarsi al tavolo. Una risata vi seppellirà.

“Coloro che eliminano dalla vita l’amicizia, eliminano il sole dal mondo.”

Cicerone

Foto: La verità della vita di Makovskij 

PS: tutto quello che è riportato nell’articolo è così fantastico da essere vero, ma voi immaginatelo verosimile. I personaggi viaggiano in incognito da 60 anni