La scuola inevitabile
7 Settembre 2020Nessuno è mai, sarà mai, pronto. Solo il fare le cose fa far bene le cose, altro modo non c’è. Dice siamo impreparati, rischiamo, siamo tutti impreparati a vivere.
Il rinvio non è altro che codardia del presente che, invece, si presenta sempre e sempre in anticipo. La discussione sulla riapertura delle scuole è surreale perchè non c’è scelta:
mentre noi ci balocchiamo i bambini crescono;
mentre noi balocchiamo i bambini ci guardano e vedono la nostra paura non le loro opportunità;
mentre noi ci balocchiamo loro comunque si “contaminano” con la vita che è indispensabile e possibile solo insieme;
mentre noi ci balocchiamo delle distanze di oggi loro pensano e costruiscono le vicinanze di domani;
mentre noi ci balocchiamo loro per istinto sanno quello che la natura li chiama a fare, imparare che è antidoto ad ogni male;
mentre noi ci balocchiamo loro crescono nonostante noi.
Il nodo non è se noi apriamo o no la scuola, perché si deve aprire altrimenti se la faranno da soli. La mia micia insegna la caccia ai suoi mici, ma quando non c’è loro fanno da soli, rischiano ora per essere domani i predatori che sono da secoli.
Il virus? E’ prudenza, è ragione la lotta a lui ma vince se alla ragione sostituiamo la paura.
Come si riapre la scuola? Come da sempre: il bidello girerà la chiave, la porta cigolerà un poco, dal soffitto la solita perdita, i bimbi del primi giorno lo ricorderanno per sempre e le mamme con loro. E nessuno, dico nessuno, sulla foto ricordo avrà un virus


