Ho votato no, perchè sono socialista e cocciardo. Perchè sono contro
20 Settembre 2020Mi sono alzato, fa caldo. Vorrei restare a letto a girarmi su me. Poi mi ricordo di un impegno: debbo andare a votare. Mio padre Antonio quando si trasferì a Latina da Sezze a votare era il primo, seggio di Santa Fecitola. Lì votavano tutti democristiano, lui ci andava di ora buona per evitare che mancasse il suo voto, comunista. Era cocciardo si dice dalle mie parti, testardo in italiano. Arrivava al seggio spavaldo, prendeva la scheda e segnava la falce e il martello, senza alcun dubbio mai. Era il suo no.
Non sono della sua “cocciardagine” ma… quell’andare “contro” te lo trasmette l’aria, la vita, il sangue se è malato di povertà che non si dimentica mai.
Non sono della parte di papà, per via che, se lo fossi stato, avremmo litigato di meno ma ci saremmo anche capiti meno. Sono della parte più vecchia di papà in un paradosso generazionale, io sono socialista e stamane ho votato con la cocciardagine di papà e la testarda determinazione di essere socialista, testardamente.
Ho sbarrato il no. In nome di Andrea Costa, perchè se i si di oggi fossero stati ieri lui non sarebbe diventato deputato e primo deputato socialista, primo deputato degli ultimi.
Ho barrato il no per Giacomo Matteotti che difese il parlamento contro chi ci voleva far bivaccare i manipoli, per la sua vita pagando con la vita.
Per Filippo Turati che fu il migliore di noi e il suo amore per Anna Kuliscioff ha fatto della mia idea l’idea più generosa che c’è. , idea che allarga e non chiude, riduce.
Per Giacomo Mancini che forse non meno parlamentari non ci sarebbe stato e tanti bambini italiani non avrebbero potuto correre, lui impose i vaccini contro la polio e vinse,
ho vottao no, lo avrete capito perchè sono della mia famiglia e nonno Lidano, di cui porto il nome quando gli ordinarono di farsi la tessera fascista rispose “No, campo de lo me”. Perchè oggi è il 20 settembre il giorno che la mia terra disse no ai preti che si facevano re e alla fede che ordinava al boia di uccidere. E’ il giorno in cui noi da “fedeli” diventammo “cittadini” e questa cittadinanza voglio difendere.
Ho un dovere per il no, verso me stesso, verso la mia idea e verso l’odio che ho dei pochi che si sentono meglio dei tanti.
Lo avrete capito, ho votato no perchè mi chiamo Grassucci, e noi abbiamo sempre detto no, perchè sono setino, perchè i pochi che parlano con Dio li conosco e non li amo, perchè sono socialista.
Nella foto Giacomo Matteotti, socialista


