Il pane non si butta mai, storie di pane

Il pane non si butta mai, storie di pane

28 Settembre 2020 0 Di Lidano Grassucci

Mi compare casualmente, per via degli algoritmi un post di Michela Sagnelli nella piazza virtuale di Fb sul pane: “ci hanno insegnato sin da piccoli che il pane non si butta mai, mi ricordo che se ne cadeva un pezzo mia nonna lo raccoglieva e lo baciava”.

E’ come una chiave che apre un antico portone. Io non riesco da avanzare il bordo della pizza, non riesco a fare palline con le molliche di pane per lanciarlo per gioco. Non riesco a buttare il pane vecchio, sto male se lo faccio ancora adesso.

Una delle prime volte che uscii a cena con i miei amici loro si lanciarono il pane avanzato, facevano palline della mollica e ci giocavano. Mi ghiacciai, rimasi senza riso, mi si intorcinò la pancia, non dissi più una parola. Stavano bestemmiando la mia educazione, il pane no.

C’è una scena in Italiani brava gente di Giuseppe De Santis in cui il soldato italiano prende a testate il tedesco perchè gli aveva offeso il pane, grida e picchia: “il pane è mio”.

Se non sei nato contadino se non sai del grano, della trebbia, del mulino, del lievito, del sale, dell’acqua, delle braccia per impastare, del forno e della fame non puoi capire niente. Il pane è corpo del dio che vivendo fa vivere.

Mio padre mi spiegò che si può vivere di pane ed acqua, se c’è anche il vino non senti la fame ma ti illudi di sazietà.

Ciascuno era orgoglioso del suo pane, per offrirlo agli altri e dire della propria civiltà nella bontà.

Non riesco a buttare il pane, non riesco a separarmi dal pane.

Maria Antonietta non capiva il pane e pensava che potevano fare la stessa cosa le brioche, ci perse la testa a questa sua “ignoranza”.

I miei contadini per dire che sei la cosa migliore che c’è dicono: sei buono come il pane… vai come il pane.

Mio nonno prendeva il pane che stava diventando stanco lo tagliava per la zuppa di fagioli, lo metteva al fuoco per farlo abbrustolire e se proprio doveva finire lo divideva con il gatto addolcito dal latte per pagare il lavoro del felino a difesa del grano dal topo. Storie di pane.

PS: i riferimenti alla politica, alla vita fateli voi.