La lezione del Mose: De Michelis che ha “fermato” il mare

La lezione del Mose: De Michelis che ha “fermato” il mare

7 Ottobre 2020 0 Di Lidano Grassucci

Si sono alzate le paratoie: il mare da una parte, la laguna dall’altra e il mare “fermato”. Mosè aveva fatto qualcosa di simile, salvando il popolo di Israele. Lo guardo: Venezia è terra dei miei avi, ma lontana. Penso: non mi riguarda. Poi ricordo tanto tempo fa quando Gianni De Michelis e Bettino Craxi, due socialisti misero sul tavolo di un paese che osava di “fermare il mare”. Polemiche, critiche, magistrati, guardie, difensori dell’inevitabile e il progetto divenne oggetto di vedette dei mediocri rispetto a chi immaginava domani.

In gioco c’era la morte o la speranza per Venezia, ma giocavano nani che davanti alla storia guardavano gli scontrini del caffè.

Passato mezzo secolo ed ecco che quelle dighe funzionano e la laguna è divisa dal mare quando questo si alza. La città più bella che l’uomo abbia mai fatto non morirà marcia, ma vivrà all’asciutto.

Se hai in testa il sole dell’avvenire fai avvenire il futuro che non è l’inevitabilità del presente.

Gianni De Michelis ballava, viveva il piacere di vivere, ma ha immaginato una Venezia che vinceva il mare come aveva vinto nel commercio, come aveva scoperto la strada per la seta.

Esiste una Italia del Mose che ferma il mare ed una piccola di scontrini.

In questi giorni quella diga ha dato la dimensione della grandezza in un paese che si è ridotto alla mediocre quotidianità e offende la sua grandezza.