Latina senza bar, come una donna senza amanti. Come è triste senza l’odore di caffè e i mille torroni

Latina senza bar, come una donna senza amanti. Come è triste senza l’odore di caffè e i mille torroni

26 Ottobre 2020 0 Di Lidano Grassucci

Eccola la prima sera senza bar, i negozi sono aperti ma paiono come vedove nel giorno del lutto dei loro mariti. Latina ha le luci dimesse, Latina ha gli occhi spenti. Latina stasera è una donna senza amanti, Latina è una signora invecchiata anzitempo e sola.

Latina ha stelle che non profumano di caffè, non ha i ragazzi ai tavoli è… non vuota triste. In piazza del popolo protestano ma pare più un rito, un “dobbiamo farlo”. Con qualche pelosità per parte politica

La verità è dietro le saracinesche semiabbassate con entro i titolari e i baristi a pulire anzitempo, a cercare di sperare in un domani che sarà breve. Accenna la pioggia, lontano il vociare di richieste al governo, ma qui c’è la vita vera. Da un lato la paura di una malattia, dall’altro il dolore del lavoro, in mezzo tutto il mondo. Non è un gioco da qualsiasi lato la si guardi e i facili slogan, o quelli che sanno il giusto o lo sbagliato sono non tristi ma solo inutili.

Le saracinesche chiuse, quelle socchiuse sono tonalità al nero al grigio in una città che invece, in tempi liberi, di questi tempi sapeva già di torrone. In tempi liberi di questi tempi gli scaffali alle spalle dei banconi avevano mille tipi di panettoni.

Oggi è buio. il bollettino sanitario riporta il dolore, queste saracinesche abbassate o verso la chiusura sono il pianto della città. Una sola tragedia due diversi occhi a lacrimare. E forse non ci si può fare niente.

Domani prenderò il caffè, prenderò anche un cornetto, scommetterò che non mi rassegnerò. Perchè c’è stato un venerdì santo, ma a me hanno insegnato la resurrezione.