Sezze: il saluto in neroazzurro per Peppo
22 Novembre 2020La formazione ideale di tutti i tempi: Zenga, Burgnich, Facchetti, Guarneri, Picchi, Bedin, Frione, Matthaeus, Mazzola, Suarez e Corso. Non ho incluso Meazza, il più grande di tutti, e Ronaldo perché li considero fuori concorso. Una gioia per gli occhi.
Peppino Prisco
Peppo, Pietro D’Alonzo avrebbe eccepito, discusso.

Gli interisti sono una razza tutta loro che si riconosce, si risente tra loro. Questa mattina davanti l’anfiteatro a Sezze si è svolta una cerimonia laica, ma di una fede profonda, il saluto degli interisti ad un interista. Non so come sia nata l’iniziativa, ma posso dirvi che quando una persona lascia il bisogno di un saluto è vita che valeva la pena di vivere.
Un saluto interista ad un interista (avrebbe di certo preferito salutare un milanista) ma è l’idea che siamo ancora in questo mondo di “distanze sociali” le nostre vicinanze di vita, le nostre passioni, anche passioni gratuite. Questa mattina a Sezze i protagonisti sono stati tre: Peppo, naturalmente, in una delle sue versioni la più coerente e liscia; Sezze nella sua straordinarietà di sentire ciascuno dei suoi membri come parte di un tutto che non nega il bello ed il brutto ma accetta le particolarità di ogni uno, e l’Inter che è anche quella una cosa che non trovi al mercato.
Non sono interista, ho altra Fede, ma sicuramente questo sentirsi un poco altro, differenti, sofferenti
Il tifoso interista è abituato a soffrire ma non molla mai, non abbandona mai la barca nel momento del bisogno. Il tifoso interista è un’innamorato cronico, un passionale, un sanguigno. Ha un carattere argentino.. È fedele, appassionato, nel bene e nel male. Ma è anche esigente, così come brillante, intelligente e ironico.
Javier Zanetti
Il ritratto di Peppo.

